“Grazie a Dio so de Mundurà” è una frase divenuta celebre nella millenaria città di Monte Urano per testimoniare e condividere l’affetto dei cittadini per il borgo marchigiano. Essere monturanesi è un onore e va rivendicato con ogni mezzo lecito, durante le feste e le sagre di ogni quartiere. Non sappiamo di preciso la paternità, ma nasce forse nell’anno 2024 per volontà di qualche gruppo geniale di monturanesi della nuova generazione, e inizia ad essere sempre più utilizzata nella vita reale come nei social.

“Grazie a Dio so de Mundurà” è un mantra che ripetuto in pubblico fa venire “li greccé” (i brividi, la pelle d’oca), dentro inizia a salire lo spirito monturanese, il battito aumenta, la voce sale, il coro diventa forte, e l’urlo “Grazie a Dio so de Mundurà” riecheggia nella città millenaria tant’é che il giorno dopo i monturanesi della vecchia guardia di lavoratori incalliti mai fermati neanche dalla pensione e dai decenni di lavoro in nero più totale scrivono sul gruppo “Sei monturanese se”: “Chi era che ieri fino a tarda notte urlava?”. Il monturanese quando sente il richiamo della folla perde la coscienza del singolo e si ritrova nella coscienza collettiva, perdendo di sovente il controllo della situazione. L’urlo del primitivo risvegliato dal patriottismo di aver fatto le scarpe a tutto il mondo (sia in senso stretto che senso lato) è l’emblema di questa città che vista da fuori a volte non viene compresa, ma quando dici che sei di Monte Urano o ti amano o ti odiano, non esiste via di mezzo.

Ringraziare Dio è un atto dovuto e di rispetto, perché poter crescere a Monte Urano è un miracolo divino che solo a pochi è concesso, questo ovviamente secondo lo spirito patriottico monturanese. Mundurà è il termine dialettale locale per chiamare la città, quella che una volta era Monteriano, dato che i marchigiani sono abili ad abbreviare ed usare le “u” per caricare di potenza le parole, un po’ a richiamare gli antichi suoni dei nostri progenitori: i primati.

Il richiamo dei suoni grezzi ma veri, senza filtri, è un po’ l’attaccamento al passato che è sempre stato forte nei conservatori nonostante la pericolosa avanzata dei progressisti amanti degli asterischi (bocciati anche dalla scuola e dall’Accademia della Crusca) e del politicamente corretto. Lo scontro tra le due correnti si è fatto forte tanto che l’astio torna sempre in campagna elettorale.

Grazie a Dio so de Mundurà è così divenuta la frase simbolo di appartenenza alla città tanto da essere esposta con mega striscioni come durante il Torneo dei quartieri. Non solo, è stata anche brandizzata nelle t-shirt…PS: se qualcuno conosce la paternità di questa frase lo scriva nei commenti o taccia per sempre


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