Il civico cinico che si lamentava della stampa contro per una maggioranza in bilico sarà lo stesso che farà cadere sé stesso dando le dimissioni in quanto la sua carica da sindaco è incompatibile con quella da consigliere comunale in regione, secondo quanto stabilito dalla legge.
Dunque il civico cinico tiene così tanto alla sua cittadinanza da abbandonarla per far posto al vice sindaco e poi al commissario. Il tutto mettendo prima sé stesso e la sua carriera politica dinanzi alla guida della cittadinanza locale. Tanto ormai anche le comunali sono alla fine del mandato, chi ne farà una tragedia? La scalata conta di più della credibilità evidentemente. Ma come sempre il civico cinico da abile manipolatore delle folle girerà la frittata e dirà che lo farà per dare visibilità alla provincia in regione. Cazzo questo è veramente un campione di politica, un genio che ha capito tutto.
Ma tuttavia il finale è che: le dimissioni sono il fallimento di un sindaco, del suo mandato, della sua politica civica. Evidentemente lui stesso con una maggioranza risicata ha preso subito la palla al balzo per abbandonare il Titanic e salire sul transatlantico ancora più grande. Un sindaco che si dimette ha fallito in primis come uomo e poi come istituzione. Un po’ come il calciatore in scadenza di contratto che firma l’accordo milionario con gli arabi e lascia la squadra per inseguire il denaro, uguale.


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