Aggiornamenti in merito all’articolo di circa un anno fa (leggi qui) sui marciapiedi nel quartiere Crocestrada. Seremailragno Edizioni svolge da anni un’attività informativa senza precedenti con inchieste, analisi, trasparenza e aggiornamenti. Mentre le testate giornalistiche si concentrano sugli incidenti delle persone, tralasciando quello che dovrebbe essere il vero focus del giornalismo locale: lo sviluppo. Ma ahimé, questi ci campano con gli incidenti degli altri e fanno campare col fuori busta anche gli informatori che passano con mano lesta le foto e le dinamiche. Pochi si salvano dal riferire quella che dovrebbe essere una vera e sana cronaca locale.
Ultimo consiglio comunale del 25 giugno, piano regolatore e bretella monturanese
Lo sviluppo nella città di Monte Urano continua e nell’ultimo consiglio comunale si è parlato anche di necessità di intervento nel piano regolatore e della bretella per collegare la zona industriale alla variante di Campiglione di Fermo che si ricollegherà a sua volta all’ospedale.

Tuttavia il territorio dove dovrebbe passare la bretella monturanese è in una zona riserva protetta dalla caccia in quanto ricca di flora e fauna selvatica con preponderanza di tortore dal collare, merli e fagiani. Grandi querce secolari, boschetti e una rimanente tranquillità che separa Campiglione da Monte Urano, che rischierà di sparire.
Una riserva molto importante che mantiene l’equilibrio tra ruralità e città. Realizzarci una bretella significherebbe inevitabilmente finire per distruggerla, tant’è che viene in soccorso la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che dovrebbe essere una tutela aggiuntiva per il territorio (poi dipende da come e da chi viene fatta). Perché non allargare le strade già presenti di collegamento con la zona industriale? La strada che collega il Triangolo con la rotonda per la zona industriale è veramente stretta e pericolosa anche per i ciclisti e non si è mai intervenuto per allargarla, questo è il vero problema: QUELLA STRADA VA ALLARGATA.
La fauna di zona San Giovanni in prossimità di una futura bretella verrebbe inevitabilmente compromessa
Il valore rurale di zona San Giovanni è in pericolo, la “minaccia” della bretella cambierebbe tutto lo scenario. Il valore rurale di zona San Giovanni è in pericolo e con esso il patrimonio di flora e fauna, nonché il valore agricolo. Questo è uno scatto del “quadro naturale” della vallata che guarda al duomo di Fermo 🌳 Il duomo, le balle, la quercia secolare (o meglio più di una) dalla chioma gigante, il promontorio, le dolci linee collinari, le sfumature di colori. Un paesaggio che sembra uscire da uno dei quadri di Van Gogh potrebbe essere in serio pericolo.
La bretella di Monte Urano più la bretella di Campiglione di Fermo andrebbero a distruggere questo quadro naturale. Pensiero del tutto personale: “Zio porco ma la politica de Fermo quanto s’è p******a (asterischi per lasciare spazio alla fantasia) alla catena americana del McDonald’s co sta variante? E in effetti s’è visto che il progetto civico era in realtà uno stile Forza Italia che con il tempo si è sfaldato per lasciar spazio all’egocentrismo degli avvocati che contano. Fermo è sempre stata in mano ad avvocati, notai, commercialisti…spinti da giornalisti” Sul piano regolatore si gioca il piano politico e la massoneria fermana, che continua a mettere su colonne delle logge (leggi qui), lo sa bene.

Progetto Norma 27
Le varianti urbanistiche
Le varianti urbanistiche sono modifiche agli strumenti di pianificazione urbanistica (come il Piano Regolatore Generale – PRG). Possono riguardare:
- il cambio di destinazione d’uso di un’area (es. da agricola a edificabile),
- l’aumento di volumetrie,
- nuove infrastrutture o servizi,
- rettifiche di vincoli esistenti.
Le varianti urbanistiche sono strumenti legittimi e utili, ma possono diventare veicoli di favoritismi se usate senza trasparenza, senza visione pubblica e senza controllo. In diverse città, inchieste giudiziarie (come quelle di Firenze, Roma o Milano) hanno mostrato come le varianti siano state usate per favorire costruttori in cambio di tangenti o sostegno politico. Le varianti devono essere motivate, trasparenti, e rispettare le procedure di valutazione ambientale e partecipazione pubblica. Ma il controllo effettivo dipende molto dalla vigilanza dei cittadini, dalla libertà della stampa, e dalla forza delle opposizioni consiliari.
Conclusione
Le bretelle hanno inevitabilmente un grave impatto sul territorio e spesso sono dei rattoppi fatti proprio per mancanza di visione e progettualità nel lungo periodo su ciò che già esiste e si potrebbe ampliare. “Le bretelle meglio lascialle ttaccate su li pantaloni come na ota!”



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