Giuseppe Ignazio Trevisani (Fermo, 25 novembre 1817 – Fermo, 27 dicembre 1893) è stato un politico italiano.

La storia di Giuseppe Ignazio Trevisani

Giuseppe Ignazio Trevisani era nato di nobile famiglia a Fermo l’anno 1817; amando e servendo con altezza e purezza di intenti, ravvivò ed accrebbe il lustro della sua casata. Agli entusiasmi ed ai rischi del 1848 partecipò con ardore, eccitando i concittadini ad opere civili, degli istituti liberali, innamorandoli, sospingendoli coll’esempio a combattere la prima guerra d’indipendenza. Gliene ridondò reputazione nuova, maggiore popolarità; le quali, sui primi del 1849, lo fecero scegliere a rappresentante del popolo alla Costituente romana, dove fu del breve manipolo che, guidato dal Mamiani, non senza lode di civile fortezza, negò il voto alla repubblica.

In bando prima, in casa ed in carcere poi, ed in esilio nuovamente, mai non si smentì codesto coraggio; mente, aderenze, operosità, volgendo a fare libera la nativa regione dal governo dei chierici. Addetto come segretario di legazione all’ambasceria spedita in Persia nel momento stesso in cui l’occupazione delle Marche attuava il voto suo più ardente, il fine a cui aveva posto insistente mano, egli era in quel rischioso frangente, investito di particolare, delicatissimo incarico.

Tornato indi a pochi mesi alla città natale ne procurò a tutt’uomo ogni miglioramento, dirigendone per circa sedici anni l’amministrazione e prima e sovra ogni cosa promovendone gli istituti educativi e di beneficenza.
Deputato per cinque legislature consecutive di Fermo e per una sesta del collegio plurinominale di Ascoli Piceno egli fu esempio di assiduità, partigiano non tiepido di ogni esplicazione di libertà nell’inviolabile ambito delle istituzioni; singolare modello di rara devozione agli amici, di fermezza nelle opinioni.
Dal Senato lo tennero lontano l’età grande, la poca salute ed il progredire della cecità. Morì dove era nato, nella sua Fermo. Tutta la città ne onorò il feretro con segni di rimpianto.

Giuseppe Ignazio Trevisani fu uno di quelli che, per quanto da loro, prepararono la redenzione della patria, che per la patria non perdonarono a fatiche, a patimenti, e che il tesoro a sì gran prezzo conquistato difesero insino all’ultimo respiro con amore. Nella copertina la targa ricordo posta in uno dei palazzi di Fermo.

La sua lungimiranza

Fu il primo sindaco di Fermo, che sotto testamento del conte Girolamo Montani, dispose la creazione dell’Opera Pia (in quel tempo ce ne furono diverse sparse per l’Italia) che diventò Regio Istituto Tecnico Industriale Montani nel 1861. Quando diventò Regio, il Marchese Trevisani, assunse l’Ing. Ippolito Langlois prendendo molte cariche all’Interno dell’istituto, e fu il Progettista delle Officine Montani, costruite all’esterno delle mura della città.

Fermamente convinto che lo sviluppo avesse bisogno di una nuova viabilità e di collegamenti migliori verso mare, Trevisani fece suo il rivoluzionario progetto dell’arch. Giovanni Battista Carducci per la realizzazione della «strada nuova»: nonostante la bocciatura del Consiglio comunale, autorizzò l’inizio dei lavori che finanziò a proprie spese.

Battuto nelle amministrative del 1878, nel 1881 divenne presidente della Società Operaia, continuando le sue battaglie politiche in Parlamento sulle aperture di Francesco Crispi, su proposta del quale nel 1890 fu nominato Senatore del Regno.

Morì a Fermo nel 1893 e solo più tardi si comprese la lungimiranza del suo progetto politico e sociale e il contributo che diede alla modernizzazione di Fermo e alla nascita della formazione professionale.

La targa in memoria del Marchese

Nella dimora che fu dei marchesi è presente la targa in marmo che riporta il ricordo di Giuseppe Ignazio Trevisani e di Cesare Trevisani. L’abbiamo scelta come immagine di copertina e lo scatto è del 2020.

Le origini della dinastia Marchese: i Trevisan

I Trevisan detti dalla Dressa o de’ Pali furono inclusi nella Serrata del Maggior Consiglio del 1297, e portavano un’arma palata d’oro e d’azzurro, alla fascia (dressa) di rosso attraversante. Si originarono da essa i rami “di San Barnaba”, “di Santa Maria Formosa” e “di Sant’Agnese”. Originari di Aquileia fecero edificare la chiesa di San Benedetto insieme ad altre famiglie. Da essi derivarono probabilmente i Trevisani delle Marche e, secondo varie fonti, anche i Trevisan di Padova (cui appartenne il conte Vittore Trevisan di Saint Léon) ~ Fonte Wikipedia.

Libri in merito a Giuseppe Ignazio Trevisani

Un interessante libro opera del giornalista Fabiano Del Papa si intitola: “Il Marchese scomodo”. Una sorta di biografia/saggio dedicato a Giuseppe Ignazio Trevisani. Un’esistenza abbastanza lunga che gli consentì di vivere da protagonista l’esperienza risorgimentale per poi dedicarsi alla politica, sia come deputato dell’assemblea costituente della Repubblica Romana, sia come Sindaco di Fermo e infine deputato e senatore del Regno d’Italia.

Del Papa ricostruisce con linguaggio sagace ed ironico le principali tappe della vita di Trevisani, e ci accompagna in un viaggio che attraversa tutto l’Ottocento alla scoperta delle passioni risorgimentali del marchese, del suo astio verso l’odiatissimo Cardinal De Angelis, del suo amore per la giovanissima moglie Paolina Leoni, figlia illegittima di Gerolamo Bonaparte, del suo legame con la città di Fermo. Tanti gli episodi narrati che contribuiscono a restituire il giusto spazio ad una figura della storia fermana forse poco valorizzata.

L’intento, come ricorda l’autore nell’introduzione, non è quello di una trattazione eminentemente storica bensì quello di “una narrazione utile… per ricordare un combattivo e onesto signore che si avvicinava alle istituzioni esclusivamente per dare e non per prendere, un esempio da tener presente per il suo magistero di impegno civile e la fulgida rettitudine. Insomma, una lezione morale che ci viene dal mondo dell’altro ieri.”

Ricerche, approfondimenti, conferenze

La dott.ssa Francesca Trapè terrà la conferenza dal titolo “Il Marchese Giuseppe Ignazio Trevisani, quando l’amore per la propria città diventa passione” organizzata da Italia Nostra – Sezione del Fermano.

La conferenza del 1 luglio 2023 presso Auditorium S. Filippo Neri (Fermo), patrocinata dal Comune di Fermo, dalla Provincia di Fermo con il contributo della Fondazione Carifermo, sarà incentrata sul lavoro di ricerca svolto dalla relatrice in occasione della discussione della propria Tesi di Laurea.

L’esposizione intende affrontare l’analisi dei principali provvedimenti presi dal Sindaco Marchese Giuseppe Ignazio Trevisani a Fermo, nel quadro delle vicende risorgimentali e postunitarie. Egli diede infatti avvio al processo di costruzione identitaria della città di Fermo nel nascente Stato italiano, attraverso il rinnovamento urbanistico e il miglioramento viario, inaugurando lo sviluppo industriale agognato sin dal periodo del regime ecclesiastico, e garantendo visibilità e importanza nazionale a tutta la città, soprattutto nel settore dell’istruzione con la fondazione dell’Istituto Montani. Lo studio è stato condotto su fonti istituzionali conservate presso l’Archivio di Stato di Fermo, sui pochi scritti editi dello stesso Trevisani e su fonti secondarie ad opera di suoi contemporanei, conservate presso la Biblioteca civica Romolo Spezioli.

La dott.ssa Francesca Trapè, dopo la laurea di primo livello in Lettere presso l’Università di Macerata nel 2019, con una tesi in Archivistica sulla valorizzazione e condivisione del patrimonio storico, nel 2022 ha conseguito, presso il medesimo ateneo, la specialistica in Ricerca Storica e Risorse della Memoria. Appassionata di storia, filosofia e letteratura, collabora con le riviste «Avanguardia», «Progetto Babele», «Il Mago di Oz controinformazione» e «Il Guerrin Meschino».

Palazzo Trevisani

Oggi Palazzo Trevisani situato in Corso Cavour è destinato ad ospitare alloggi residenziali. Intervento finanziato dal Fondo complementare del Pnrr.

Cesare Brancadoro Omelia e sonetti Trevisani


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Da Redazione Online

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