In via della Zecca vicino a via Migliorati, a Fermo, si trovava la Zecca di Fermo. Da qui ha preso il nome della via, come non era difficile immaginare.
Lodovico Migliorati è stato un nobile e condottiero italiano, marchese della Marca di Ancona, conte di Fermo e Manoppello, e signore di Arcevia, Ascoli Piceno, Montefiore, Montegranaro, Monteleone, Monteverde, Montone, Montottone e Sant’Elpidio Morico.
Descrizione
- Moneta: 1 Baiocco
- Zecca: Fermo
- Periodo: Prima Repubblica Romana (1798–1799)
- Stato di conservazione: SPL (Splendido), quindi ben conservata con pochi segni di circolazione, dettagli nitidi.
La Prima Repubblica Romana
Nel 1796 nella Marca (regione Marche) furono autorizzate le seguenti zecche: Ancona, Fermo, Pergola e San Severino. L’apertura di tante zecche doveva servire allo Stato Pontificio soprattutto per affrontare le ingenti spese per la costituzione di un esercito da opporre alla pressione espansionistica francese.
In tutte queste officine furono coniate le monete di rame descritte nel Chirografo di concessione. Nel 1797 la Zecca di Ancona è già chiusa, ma iniziano la loro attività quelle di Ascoli, Fano, Macerata, Montalto e Matelica. Oltre alle citate zecche si ha notizia di altre concessioni accordate per: Fabriano, Tolentino, Loreto, dove però sembra che le zecche non abbiano mai iniziato la coniazione delle monete (G. Castellani – La Zecca di Fano). Tutte le officine hanno coniato monete di rame, principalmente Sampietrini e Madonnine, Baiocchi, mezzi Baiocchi, Quattrini, qualcuna anche monete da 60 Baiocchi di mistura (lega di rame ed argento).
La Prima Repubblica Romana fu una repubblica sorella della Prima Repubblica Francese. Comprendeva parte dei territori dello Stato Pontificio occupati dal generale Louis Alexandre Berthier, che aveva invaso Roma, strappandola al dominio temporale di papa Pio VI il 10 febbraio 1798. Fu proclamata il 15 febbraio 1798. Le monete coniate in questo periodo riflettono il simbolismo repubblicano (fasci littori, cappello frigio, ecc.). La zecca di Fermo è tra le meno comuni rispetto a Roma o Ancona. La Repubblica cadde già nel 1799 e pochi mesi dopo lo Stato Pontificio venne ripristinato.
Il fascio littorio
Il fascio littorio è un simbolo dell’antica Roma, non dunque di origine fascista. Un fascio di verghe di legno legate attorno a una scure (accetta) simboleggiava autorità e giustizia del magistrato romano (imperium) e il potere di punire (verghe) e giustiziare (scure).
Il fascio littorio fu ripreso da Mussolini e dal regime fascista italiano a partire dal 1919. Divenne il simbolo ufficiale del Partito Nazionale Fascista e poi del regime (compare anche sul logo del Senato e su molte monete dell’epoca fascista). Mussolini lo scelse proprio per richiamarsi alla gloria dell’antica Roma e al concetto di autorità forte e indivisibile.


I commenti sono chiusi.