Presentazione del libro di Pino Bartolomei dal titolo “Mulini ad acqua – Dai Sibillini al mare” edito Andrea Livi Editore. Tra gli ospiti anche mugnai possessori di mulini ad acqua da generazioni, storici dell’arte, professori. Il restauro, la conservazione e la valorizzazione dei mulini ad acqua rappresenta un volano non solo per l’economia dei prodotti locali di qualità, ma anche per il turismo.

La raffinazione industriale ha infatti ridotto notevolmente le proprietà nutritive e molta della farina integrale moderna, come spiegano i mugnai, è fake; ovvero viene raffinata e poi si aggiunge la crusca, compromettendo i valori nutrizionali della vera farina integrale! Per questo vanno rimessi in funzione i mulini locali, per preservare la qualità del prodotto macinato artigianalmente e localmente con tutti i vantaggi per l’economia locale, lo sviluppo e la qualità.

Oggi i mulini sono molto visitati dalle scolaresche dai più piccoli dell’asilo fino ad arrivare agli universitari di ingegneria agraria. Circa fino al 1965 hanno resistito gli ultimi mulini ad acqua che poi hanno visto nascere la concorrenza di una nuova sorgente di alimentazione, non più l’acqua ma la corrente elettrica.

Prima i mulini erano solo lungo i fiumi, poi invece si poteva macinare anche in città. Solo a partire dagli anni 90′ si è iniziato a capire come la valorizzazione dei mulini fosse importante per la conservazione di un patrimonio storico che ha segnato profondamente la società.

I mulini erano dei veri e propri centri di aggregazione sociale dove le persone nell’attesa della molitura socializzavano sui più svariati argomenti.

I mulini a quel tempo fungevano da centri di aggregazione sociale come le piazze di paese. Le persone infatti si fidavano poco dei mugnai e preferivano rimanere per controllare che la molitura non venisse compromessa magari utilizzando qualche strano e furbo stratagemma. Infatti, in quel tempo i mugnai erano diventati veri e propri imprenditori e non godevano di una buona reputazione, come confermato dagli innumerevoli detti popolari.

Interessantissimi gli interventi del professore Marco Moroni docente di storia economica, Francesco e Andrea Bravi dell’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Ernesto Angelini proprietario di un mulino storico, Loredana Finicelli storica dell’arte. Con i saluti di Micol Lanzidei assessore alla cultura del Comune di Fermo.
Una grande partecipazione che ha riempito la sala del centro sociale di Molini nell’ex stazione ferroviaria Monturano-Rapagnano.

Pino Bartolomei è anche il fondatore del sito https://www.fermoimmagine.info/ che presenta interessanti contenuti fotografici e informativi sul territorio fermano.


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