37° Edizione del Palio dei Comuni prevista per il prossimo 23/11/2025 all’Ippodromo San Paolo di Montegiorgio – Quando si parla di “Palio dei Comuni”, ci si riferisce a competizioni fra amministrazioni comunali e fra comunità locali, spesso rievocative o simboliche, che incarnano un retaggio culturale delle comunità. Tale evento è incentivato dai Comuni e si spende circa 5 piotte per sostenere l’evento.

Il Palio dei Comuni, pur rappresentando un evento identitario, solleva oggi un dibattito profondo sul rapporto tra tradizione e sensibilità etica contemporanea. Queste manifestazioni, nate nel Medioevo come espressione della vitalità dei comuni italiani e come rievocazione di eventi storici, utilizzano cavalli in modo competitivo non come parte dello spettacolo ma come fulcro dello spettacolo, trasformando la corsa in un simbolo di appartenenza e competizione collettiva. Quando c’è competizione nei cavalli sappiamo cosa si genera dietro.

Palio dei Comuni
Sussurrare ai cavalli

I Comuni dovrebbero promuovere il senso etico non lo sfruttamento animale ai fini dello spettacolo! Dunque, si dovrebbe avere il coraggio di dire no. Il “si è sempre fatto” non è una scusa, non è una giustificazione. Il coraggio di dire no è un senso di civiltà.

Il Palio dei Comuni di Montegiorgio è tra le più prestigiose e sentite manifestazioni ippiche italiane e internazionali, ma questo non significa che sia giusto parteciparvi. Siamo rimasti al Medioevo o ci siamo evoluti? Non dovremmo forse guardare verso un progressismo etico e rinnovato nei valori moderni?

L’impiego degli animali per fini di intrattenimento pone interrogativi sul rispetto del loro benessere e sulla legittimità di mantenere certe pratiche in nome della tradizione e del retaggio culturale. Il palio diventa così un terreno di confronto tra la tutela del patrimonio culturale immateriale e l’evoluzione dei valori sociali, che sempre più riconoscono agli animali un ruolo da esseri senzienti e non da strumenti di spettacolo.

Bisogna trovare una strada nuova che ponga le basi per un conservatorismo progressista impegnata a raccogliere e a soddisfare istanze progressiste di rinnovamento pur mantenendo le basi della tradizione locale. Solo così si può guardare oltre e solo così la promozione territoriale diverrebbe veramente inclusiva e culturalmente rilevante, con rispetto per l’etica condivisa.

Conservare il palio come espressione di identità collettiva è possibile solo se si accompagna a un ripensamento delle modalità di svolgimento, in cui la memoria storica e la celebrazione del territorio non comportino più forme di sfruttamento, ma trovino nuove vie per onorare il passato in armonia con la sensibilità del presente.


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