Le percentuali dei votanti alle elezioni regionali delle Marche sono molto basse, in linea con il trend nazionale. Se la partecipazione dovesse davvero assestarsi al 50%, significherebbe che circa 5 elettori su 10 scelgono di non votare. Significherebbe una perdita di circa il 10% di elettori rispetto alle elezioni del 2020.
Al contrario in Valle d’Aosta i votanti sono stati più del 60% a sottolineare la differenza tra nord e centro.
Votare è un diritto ma non è percepito come un dovere
Questo dato è rilevante perché:
- riduce la legittimazione politica di chi viene eletto, dato che governa con il consenso di una minoranza assoluta della popolazione;
- riflette una crescente sfiducia o disaffezione verso la politica regionale e nazionale;
- mette in evidenza un problema di rappresentanza, poiché le decisioni pubbliche ricadono anche su chi non partecipa al voto;
- può alterare gli equilibri politici, premiando le forze con elettorati più mobilitati e fedeli.
In questo contesto l’astensionismo diventa un dato strutturale, capace di influenzare gli equilibri politici e la qualità stessa della democrazia regionale. La politica ha perso in sostanza alte percentuali di credibilità soprattutto a causa di una comunicazione social pressante, strumentalizzata, spesso banale e con scopi non di informazione ma di manipolazione a fini elettorali. Per questo molti preferiscono non andare a votare forse in segno di protesta, ma questo fa gioco ai politici che debbono così convincere una massa critica inferiore e quindi è più facile vincere.
In tutto questo i social sono diventati un mezzo fondamentale di vittoria o di sconfitta perché il silenzio elettorale è solo sui giornali e non sui mass media, dove anche durante le votazioni la campagna elettorale continua e molti candidati violano le regole di non aggirarsi nei seggi. Per non parlare del voto di scambio, delle foto alle schede elettorali e della propaganda dei mass media che hanno rapporti stretti con la politica. Un sistema che si avvicina sempre di più a quello mafioso del voto di scambio, favori in cambio di consensi verificati.
Il voto di scambio è sempre più incisivo
Quando hai il 50% in meno di elettori significa che il voto di scambio è più efficace del 50%. Dunque il voto di scambio diventa sempre più incisivo quanti meno elettori vanno a votare, ergo la mafia assume un ruolo sempre più rilevante nei risultati. Forse questo è anche il motivo per cui buttarla in “caciara” e distruggere la credibilità politica è un vantaggio per i politici stessi. Meno persone si interessano alla politica e meglio è per il politico corrotto. Dove ci sono alti tassi di astensionismo significa che ci sono alti tassi di ignoranza, analfabetismo funzionale, povertà. Quindi è un dato fondamentale anche per capire come si sta sviluppando la società.
Chi ha vinto le elezioni regionali delle Marche 2025?
Il partito degli astensionisti è il vero vincitore di queste elezioni elezioni regionali veramente pessime dal punto di vista della comunicazione e del contenuto, piene zeppe di strumentalizzazioni politiche e propaganda, sfruttando anche gli accadimenti a livello mondiale per ottenere un tornaconto personale. La politica sta diventando sempre più tossica e corrotta, i candidati indagati aumentano, le competenze vere passano in secondo piano, il clientelismo domina, le procure si riempiono di faldoni.
Risultati elezioni regionali delle Marche 2025
Ecco i risultati delle elezioni regionali 2025 nella regione Marche


I commenti sono chiusi.