L’aborto non è un diritto – Di Michele Paoletti

L’aborto non è un diritto – Di Michele Paoletti

L’aborto non è un diritto” ~ di Michele Paoletti – È sicuramente un giudizio forte e impopolare non di comodo è vero, se ti schieri contro l’aborto ti metti contro la maggioranza della società moderna collocata verso un pensiero unico molto fluido/LGBT, incontrovertibile, femminista e anticlericale.

Ma noi ci schieriamo ugualmente perché siamo abituati ad essere impopolari e vedere il mondo nelle sue sfumature tra bianco e nero. Non si può imporre un pensiero monodirezionale all’opinione pubblica con le manifestazioni della folla psicologica politicamente indottrinata. L’immagine di copertina è ovviamente provocatoria ma non troppo: ha le sue ragioni che vedremo nella nostra formale definizione oggettiva sull’aborto, che diamo in seguito.

L’aborto non è un diritto – La dimostrazione per assurdo nel caso generale

Se per assurdo imponessimo il diritto all’aborto dovremmo al contempo imporre il diritto alla chiavata (scusate il francesismo). Ma poiché non è obbligatorio chiavare e poiché non si può imporre la chiavata, essendo un paese democratico e perché sarebbe una violazione del libero arbitrio, allora non si potrà mai imporre il diritto di abortire proprio per il principio del dualismo. Questa società si concentra sempre sui diritti e mai sui doveri. Tutti vogliono diritti ma nessuno parla mai dei doveri e questa cosa è grave.

Questa è la nostra dimostrazione per assurdo e diamo pertanto la nostra definizione formale ritenuta la più oggettiva e corretta possibile:

“L‘aborto, nella sua trattazione più generica, non potrà mai essere un diritto proprio perché copulare non è un dovere, non è un obbligo, ma una libera scelta tra due persone di sesso opposto entrambe senzienti, capaci cioè di intendere e di volere
(definizione generale secondo la logica del Paoletti).

È pura logica senza scomodare politica e/o religione e/o fazioni varie e/o gente con in piercing al naso monostile (senza offesa ma siete tutti uguali, fatti con lo stampo zio cane; un minimo di originalità niente? Forse il piercing è per riconoscervi tra simili?). La logica dice questo, punto. Badate bene non abbiamo detto che l’aborto è giusto o sbagliato ma solo dimostrato che non potrà mai essere un diritto nella sua trattazione generale, punto. Non c’è contrapposizione che tenga.

L’aborto non è un diritto – Chi ha il diritto?

L’unico diritto ce l’ha il feto che non ha scelto di essere fecondato ma lo è stato per una violazione del libero arbitrio di un uomo e una donna che hanno scelto per lui. Di per sé ogni nascita è un atto egoistico perché chi nasce non sceglie di nascere ma se lo si accetta di fare non si può attuare un secondo atto egoistico nel sopprimerlo.

L’aborto non è un diritto – I casi particolari che meritano attenzione

Possiamo definire 3 casi particolari dove si può discutere maggiormente rispetto al caso generale che come abbiamo visto non ha molte vie per la discussione. Tali casi si trattano con più delicatezza in quanto vengono meno alcuni elementi:

  • La trattazione generica non si può applicare per motivi di salute della donna o del feto
  • La copulazione è avvenuta con il mancato consenso di uno dei due partner: esempio di violenza della donna in stato cosciente o incosciente

Casi particolari che richiedono attenzione: la perdita del consenso della donna

1- Donna violentata: in questo caso viene meno la scelta di una delle due persone essendo un atto di violenza. In tal caso l’aborto può diventare un diritto? C’è una scelta di vita per cui se si ritiene di non voler il bambino/a si può procreare e darlo in adozione evitando l’aborto. Si salverebbe una vita e si eviterebbe un’altra violenza: quella al feto.

2- Donna che rischia la morte per il parto: in tal caso sarà l’esperienza del medico a definire l’opzione migliore e quindi non sarà un diritto della donna ma una scelta medica di tipo scientifico dettata dalla preparazione. In questo caso il medico dovrà essere chiamato ad una scelta imparziale senza che entrino in gioco i suoi pensieri in merito. Il medico obiettore dovrebbe in questo caso obiettare solo per il meglio del caso e per il meglio del suo credo.

Casco particolare: un problema di salute al feto

3- Feto con problematiche: questa è l’unica situazione dove si può dibattere e in cui la donna deve avere non il diritto ma la possibilità di scelta, perché chiamarlo diritto stona, è più un dovere. La donna ha il dovere di scegliere per sé e per suo figlio: tra i 3 casi particolari rappresenta quello assolutamente più complicato e responsabile. Il tutto con dovuto supporto psicologico (questo si che è un diritto della donna e un dovere dell’ospedale) e acquisizione di testimonianze (sia dirette che indirette) da persone che hanno affrontato una simile problematica ma anche dall’esperienza dei medici. Far nascere un feto e fargli vivere la sofferenza oppure no? Scelta molto ma molto difficile, un macigno sulla coscienza.

Conclusioni: l’aborto in linea generale non è un diritto

Abbiamo discusso dal punto di vista logico l’aborto nel suo caso più generale e nei 3 casi particolari. Siamo giunti alla conclusione che l’aborto non è un diritto e nel suo caso limite (il terzo) possiamo dire che la donna ha il dovere di scegliere che è molto differente rispetto al dire che l’aborto è un diritto. La differenza può sembrare banale ma è sostanziale perché da una parte mettiamo la donna come soggetto della frase mentre dall’altra mettiamo l’aborto.

Aggiungi Seremailragno.com al tuo feed di Google News
per poter restare sempre aggiornato sulle ultime notizie.
Per contatti e/o segnalazioni redazione@seremailragno.com.
Copyright © 2014-2024. All rights reserved.
Creative Commons – CC BY-NC-ND 4.0

About The Author