Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dal boom delle università telematiche private. Ma il boom non è dovuto a servizi maggiori o qualità migliore bensì ad un fatto prettamente economico. Oramai gli affitti nelle città universitarie uniti ai costi delle bollette, condomini, trasporti e spese quotidiane possono raggiungere tranquillamente i 1000€ mensili. Spese insostenibili per i giovani.
Mentre le università telematiche costano tra i 1.500 e i 3.000 euro annui. Quindi la scelta spesso è obbligata a discapito delle università pubbliche in presenza e a discapito dell’istruzione generale. A questo si aggiunge anche una maggiore flessibilità che lo studente può sfruttare per poter lavorare e studiare nello stesso momento al fine di avere una migliore condizione di vita, dato che il costo della medio della vita è aumentato e se esci un sabato sera con 50€ rischi di tornare a casa con 0.
I genitori che una volta riuscivano a sostenere le spese per gli studi dei loro figli oggi si ritrovano con un costo della vita maggiore e stipendi fermi da anni e anni. Questo implica anche una maggiore difficoltà se non una impossibilità di mantenere gli studi. I dati sull’istruzione indicano che siamo tra i più bassi in Europa, altro dato negativo.
L’Italia è sotto la media dei paesi Ocse per la spesa pubblica destinata all’istruzione (4%) rispetto al 4,9% della media Ocse. Ugualmente preoccupante è la carenza di insegnanti, situazione diffusa in molti paesi, che si traduce in Italia, in un aumento del personale precario.
Un ulteriore dato di analisi riguarda le retribuzioni: l’OCSE confronta gli stipendi annuali, secondo un parametro di conversione che tiene conto del potere d’acquisto reale. Meno degli italiani guadagnano solo estoni, ungheresi, polacchi, greci, slovacchi, lettoni e croati. Siamo il fanalino di coda del G7 e dei Paesi con PIL comparabili. Confermata anche la diminuzione del nostro potere d’acquisto.
Il boom delle Università telematiche in Italia non è dunque un segnale positivo ma uno specchio della condizione sociale di impoverimento generalizzato della classe media, impoverimento culturale, impoverimento della qualità della vita.


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