Li frichi – Dialetto marchigiano

Seremailragno Edizioni

“Li frichi” è un termine dialettale marchigiano (più precisamente del sud delle Marche), usato principalmente in provincia di Macerata e provincia di Fermo, che significa “i bambini”. In genere li frichi viene utilizzato per indicare un gruppo di bambini che può essere misto tra maschi e femmine. Mentre se sono tutte femmine si utilizza la versione più specifica al femminile, ovvero “le friche”.
Il vocabolo descrive i bambini in modo vivace e energico, sottolineando la loro vitalità e il loro continuo movimento.

È possibile che la parola derivi dal latino frictus (friggere, sfrigolare), alludendo al loro continuo sfrecciare senza fermarsi mai. Talvolta si aggiunge li frichi ndiavolati proprio per sottolineare la loro freneticità iperattiva e costante, come se fossero impossessati.

Al singolare il termine diventa “lu fricu” per il maschile e “la frica” per il femminile. Cambia dunque anche l’articolo a seconda del genere e della singolarità/pluralità.

Si utilizzano anche termini come monelli (più da paesi interni del fermano maceratese), frichì (più da paesi interni del fermano maceratese), fricacci, figlioli o fioli (in voga nell’anconetano), vardasci, bardasci (usato anche in Umbria).

“Li frichi e li puji sporca le case” – I bambini ed i polli sporcano le case
A li matti e a li frichi, non se deve promette gnie‘” – Ai pazzi ed ai fanciulli, non si deve prometter nulla
Frichi ciuchi, guai ciuchi, frichi grossi, guai grossi” – Bambini piccoli, guai piccoli, bambini grandi, guai grandi.

“Cuscì juchìa li frichi de portocitanò” di Guarnieri Angelo E Mariano.
Amministrazione Comunale di Civitanova M., 1989


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