In vista delle elezioni comunali 2026 di Fermo i candidati hanno iniziato le presentazioni delle liste e il Gran Caffè Belli sembra essere il luogo preferito dei candidati. Uno spazio privato aperto al pubblico che però fa sorgere qualche domanda: “Perché non scegliere un luogo ampio con acustica ottima e spazi considerevoli?”
La scelta dei politici sembrerebbe strategica, infatti il Caffè Belli si presta al “marketing del pieno“: se un luogo è piccolo l’effetto è tutto esaurito e hype a mille, perfetto per le foto ad effetto e video social. Dunque il Caffè Belli viene scelto per una questione di comunicazione politica che si basa prettamente su bias cognitivi.
Il secondo aspetto è mettere insieme il mangiare e bere che stimolano il dialogo e la creazione della Community nonché network di rapporti (fondamentale per la vittoria): del tipo “quando se magna e se beve se ragiona mejo frà”…e poi alla fine qualsiasi politico scende in campo per un obiettivo ben al di sopra dell’amor patria, ovvero magnà e bé con un posto di rilievo che lo rende carico di potere.
Obiettivi strategici del “marketing politico”
- Trasmettere un’immagine di successo e partecipazione
- Influenzare media e opinione pubblica (“se è pieno, è rilevante”)
- Rafforzare la percezione di leadership del politico
Logica psicologica dietro
Si basa su bias cognitivi come:
- Riprova sociale (vedere tanta gente → “deve essere importante”)
- Effetto framing (la realtà dipende da come viene presentata)
Questa tecnica è stata usata in vari contesti politici, da leader locali fino a figure nazionali. Anche personaggi come Matteo Salvini o Giorgia Meloni hanno talvolta preferito eventi in ambienti controllati rispetto a grandi piazze, soprattutto in fasi comunicative delicate o per messaggi mirati.
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