John Humphreys: il veterano che fu imprigionato nel PG70

John Humphreys: il veterano che fu imprigionato nel PG70

John Humphreys: il veterano che fu imprigionato nel PG70 – Ci sono storie che non smettono mai di sorprendere. Intrecci di guerra, aiuti, amicizie, tradimenti, fughe. Le storie dei veterani della Seconda Guerra Mondiale sono un monito e un modo per rendere viva la memoria.

John Humphreys fatto prigioniero nel PG70 è vivo

Quella di John Humphreys sicuramente è una di quelle storie da raccontare e la ricorda ancora alla venera età di 101 anni dalla sua casa nel cuore di Londra. Michele Paoletti è stato contattato da Charlie Mitford, dicendo che Stuart Tootal stava scrivendo un libro proprio su John, ripercorrendo la sua vita dall’arruolamento alla cattura fino alla fuga. E cercava documenti, mappe, info, ecc.

L’obiettivo era di aiutare Charlie, Stuart e John a ripercorrere il sentiero della storia con documenti, foto e grazie all’ebook “La vita dietro il filo” scritto appositamente per ricordare il PG70 (fresco di uscita). Qualche settimana dopo Stuart Tootal è venuto in Italia ed ha incontrato a Fermo Ian McCarthy, collaboratore con l’associazione Monte San Martino Trust.

Ecco una parte della sua storia di John e come è arrivato nel PG70

Pochissime storie di fuga sono entusiasmanti come quella di John Humphreys. Si arruolò nell’esercito come ragazzo soldato il 4 aprile 1936, fu fatto prigioniero di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale. Arrestato due volte e per due volte riuscì a sfuggire ai suoi nemici, entrambe le fughe furono straordinarie. Inviato in Africa nel 1940, John trascorse un po’ di tempo nel deserto occidentale, che veniva bombardato tre volte al giorno, tutti i giorni, con regolare monotonia. Fu durante questo periodo che John subì un trauma cranico e quando riprese conoscenza si ritrovò circondato da soldati tedeschi.

“Quando mi sono svegliato ero circondato da una coppia di tedeschi che mi guardavano dall’alto in basso e dicevano: ‘Per te Tommy, la guerra è finita.’ Posso ancora vederli adesso se chiudo gli occhi, due grandi ragazzi, che mi guardano dall’alto.”

Stava prestando servizio presso la 296 Field Company, quando fu fatto prigioniero a Tobruk, in Libia, il 21 giugno 1942. Passò alcune settimane in quel posto dove trascorse dieci giorni in un ospedale italiano a Bengasi affetto da dissenteria, prima di essere portato in Italia, dove fu imprigionato per 2-3 settimane nel campo PG60 a Lucca, per poi essere trasferito al PG70, verso la fine del 1942. Rimase in questo campo di prigionia fino al 13 settembre 1943. John definì la prigionia nelle sue parole: “Un’esperienza che distrugge l’anima”.

Affamato e sull’orlo della disperazione, John sapeva che l’unico modo per mantenere la sanità mentale era formulare un piano di fuga. Mise le mani su un libro di grammatica italiana e intraprese un intenso percorso di studi, fino a costruire un vocabolario straordinariamente ampio. Rendendosi conto che avrebbe dovuto esercitarsi con un madrelingua per perfezionare il suo accento e la sua cadenza, trovò una sentinella annoiata con cui conversare regolarmente. In men che non si dica, John aveva acquisito l’accento di questa guardia ed era quasi pronto a mettere in atto il suo piano di fuga.

In inverno, per fortuna, John ricevette dalla Croce Rossa un’uniforme dell’esercito greco, che somigliava molto a un’uniforme italiana. Con qualche modifica e un accento italiano quasi perfetto, John passò facilmente per un soldato italiano. Afferrando i suoi due compagni più stretti del campo, John li fece marciare con sicurezza verso una sentinella, fingendo di prenderli per punizione. Non appena furono salutati, John e i suoi amici fuggirono e, finalmente, furono liberi!

I fuggitivi furono aiutati da due famiglie Italiane, e andarono verso Bari a piedi. In qualche punto, John si ricorda di un viaggio in treno tramite le montagne da Teramo a Capestrano (“non so come, perché non credo che c’era un tratto esistente lì. Era progettato, però mai costruito, da quello che ho capito“, ci rivela l’interlocutore).

John Humphreys è una leggenda!

La storia di John è leggendaria tra i pensionati del Chelsea e pochi possono credere che questo gentiluomo senza pretese abbia avuto l’audacia di cogliere di sorpresa le forze nemiche durante una delle guerre più feroci del mondo. Questo che avete letto è un piccolo riassunto di John Humphreys: il veterano che fu imprigionato nel PG70.