Così come il mondo dell’editoria classica commerciale è cambiato sta cambiando anche il mondo dell’editoria scientifica sempre più verso l’Open Access. Prima per informarsi tutti acquistavano un quotidiano pagando, oggi accedono gratuitamente all’informazione da un sito internet. Prima per acquisire nozioni scientifiche e fare ricerca si pagavano abbonamenti, ora diventa gratuita con l’open access. Il libero mercato e la digitalizzazione ha stravolto l’editoria.
Il cambiamento sostanziale
I più colpiti da questo cambiamento sono gli autori perché non viene riconosciuto “dal basso il corrispettivo” (ovvero dalle altre persone) ma il modello di business si deve basare su altro che nel caso dell’editoria classica commerciale sono pubblicità, accordi commerciali, referral mentre nell’editoria scientifica sono gli autori che debbono pagare migliaia di euro per pubblicare un articolo (anche se poi in realtà lo paga l’università, il centro di ricerca o chi commissiona la ricerca).
Dunque il modello di business anche nel mondo della ricerca è cambiato e questo si ripercuote inevitabilmente anche sul contenuto. Il nuovo modello è economicamente sostenibile?
Spieghiamo quindi i vantaggi e gli svantaggi di quello che in gergo prende il nome di Open Acces.
Che cosa è l’Open Access?
Con il termine Open Access o Accesso Aperto si intende una modalità di pubblicazione del materiale prodotto dalla ricerca scientifica (articoli, riviste, monografie…) che ne consente accesso libero e senza restrizione.
Nel 2003 è stata scritta dalla Società Max Planck, la dichiarazione di Berlino in una conferenza che incoraggia l’accesso aperto alla letteratura scientifica.
Open Access significa accesso libero e senza barriere al sapere scientifico:
“La nostra missione di disseminazione della conoscenza è incompleta se l’informazione non è resa largamente e prontamente disponibile alla società. Occorre sostenere nuove possibilità di disseminazione della conoscenza, non solo attraverso le modalità tradizionali ma anche e sempre più attraverso il paradigma dell’accesso aperto via Internet. Definiamo l’accesso aperto come una fonte estesa del sapere umano e del patrimonio culturale che siano stati validati dalla comunità scientifica. Per mettere in pratica la visione di un’istanza globale ed accessibile del sapere, il Web del futuro dovrà essere sostenibile, interattivo e trasparente. I contenuti ed i mezzi di fruizione dovranno essere compatibili e ad accesso aperto.” (Dichiarazione di Berlino, firmata da oltre 450 istituzioni scientifiche, Novembre 2013).
Negli ultimi anni, grazie anche a iniziative come quelle della European Commission e della Plan S, è diventato sempre più centrale nel panorama accademico.
Vantaggi dell’Open Access
1. Accesso libero e democratizzazione della conoscenza
Chiunque può leggere articoli scientifici senza abbonamenti costosi (tipici editori come Elsevier o Springer Nature). Questo favorisce:
- ricercatori di paesi in via di sviluppo
- professionisti fuori dall’accademia
- cittadini interessati
2. Maggiore visibilità e impatto
Gli articoli OA sono generalmente:
- più letti
- più citati
Questo aumenta l’impatto scientifico e la diffusione dei risultati.
3. Accelerazione del progresso scientifico
La condivisione immediata dei risultati:
- riduce duplicazioni di ricerca
- facilita collaborazioni internazionali
- accelera innovazione e trasferimento tecnologico
4. Trasparenza e riproducibilità
Open Access spesso si accompagna a:
- open data
- open methods
Migliora la qualità scientifica e la verificabilità dei risultati.
5. Beneficio per enti pubblici
Molte ricerche sono finanziate con fondi pubblici. L’OA garantisce che i risultati siano accessibili ai contribuenti.
Svantaggi dell’Open Access
1. Costi per gli autori (APC)
Molte riviste OA richiedono Article Processing Charges (APC), che possono essere elevati:
- da centinaia a migliaia di euro
Questo può penalizzare:
- giovani ricercatori
- istituzioni con pochi fondi
2. Rischio di riviste predatorie
Alcuni editori sfruttano il modello OA per pubblicare articoli senza peer review rigorosa.
Questo può compromettere:
- la qualità scientifica
- la credibilità della ricerca
3. Disuguaglianze tra discipline
Non tutte le aree hanno lo stesso supporto economico:
- STEM → più finanziamenti per APC
- discipline umanistiche → più difficoltà
4. Modello economico in evoluzione
L’editoria scientifica sta attraversando una fase di transizione:
- abbonamenti → APC
Non è ancora chiaro quale sarà il modello sostenibile a lungo termine.
5. Possibile pressione a pubblicare
In alcuni casi, il modello “pay-to-publish” può creare:
- incentivi distorti
- aumento della quantità rispetto alla qualità
Open Research Europe
Open Research Europe (ORE) è la piattaforma di pubblicazione accademica ad accesso aperto della Commissione Europea, lanciata nel marzo 2021. Il servizio è gratuito per gli autori e i lettori, eliminando le barriere economiche tipiche delle riviste tradizionali.
Per l’Italia, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) entra nel consorzio europeo di istituzioni che supportano la piattaforma editoriale scientifica open access e peer reviewed, promossa dalla Commissione europea per rendere più accessibili, trasparenti e sostenibili i risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici.
Scimago fornisce il quartile in fascia Q2 e H-index pari a 14 (al momento della scrittura dell’articolo).
Conclusione
La sfida attuale è trovare un equilibrio tra:
- accessibilità
- sostenibilità economica
- rigore scientifico
Tuttavia, la questione più complessa e delicata riguarda i revisori. Per processare una mole sempre più elevata di articoli scientifici servono esperti specializzati in grado di effettuare correttamente le revisioni. Mentre per le riviste più quotate come Nature i tempi possono essere anche di 190 giorni, ovvero sforare i 6 mesi per altre i tempi di risposta si possono accorciare notevolmente ed essere di qualche mese.
Avere un tempo di risposta di oltre 6 mesi è nella pratica oltre che servante insostenibile. Questo perché i ricercatori hanno pressioni sia da enti di ricerca che dalle università per ottenere quanti più contributi scientifici. D’altro canto aspettare più di 6 mesi senza neanche sapere se poi verrà accettato è improponibile in quanto al termine di ogni anno per quanto riguarda i dottorandi ci sono dei parametri di valutazione che si basano su: numero di giorni all’estero, numero di pubblicazioni, numero di conferenze, impact factor delle riviste, ecc…
Questo significa che puntare alla qualità ti fa rischiare di non avere materiale che certifichi la tua produzione, dunque rischi di non superare l’anno. Questo spiega il motivo per cui nella produzione scientifica la qualità negli anni si è tendenzialmente ridotta, anche perché sulla base della quantità di pubblicazioni le Università ottengono finanziamenti.
La meritocrazia diventa quindi sempre meno impattante a favore della quantità anche nel settore scientifico, non immune rispetto a quanto accade per il settore editoriale commerciale.

