Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, in alcune discoteche italiane (in particolare nel Nord Italia) è stato un fenomeno, seppur di nicchia e controverso, quello di ballare su brani che campionavano voci o riferimenti a Benito Mussolini, spesso in contesti techno o disco.
- “Mussolini Disco Dance” (1989, album Judicta): Esistono diverse versioni di Mussolini Disco Dance. Il brano noto anche come “Dichiarazione di festa” è un singolo del progetto Mod. N. 4, pubblicato originariamente nel 1989 su etichetta OUT. Nonostante sia spesso associato alla dance degli anni ’90 per la sua popolarità postuma nelle compilation, appartiene tecnicamente alla fine del periodo Italo Disco/Early House.
- Contesto: Il brano campionava discorsi del Duce su una base dance veloce e ritmata, inserendosi in quel filone di musica elettronica italiana dell’epoca che spesso provava a provocare o creare fenomeni pop-trash.
- Controversia: Questa produzione è citata in siti che trattano di “orrore a 33 giri” e musica trash, evidenziando come l’operazione fosse più una macabra curiosità commerciale dell’epoca che un reale revival politico di massa.


Il ritorno del trash-pop
In quel tempo non si è trattato di un fenomeno diffuso ovunque, ma piuttosto di una tendenza “trash” o provocatoria di alcune serate in club specifici in quel particolare periodo storico.
Il trashpop è sempre esistito solo che prima si sapeva molto di meno rispetto ad oggi e si avevano molti meno mezzi di comunicazione. Ora il fenomeno è tornato in auge ma con rivisitazioni AI ironiche e ritmate a dovere che diventano virali nei social in pochissime ore.

