Medaglia Ex Alunni dell’Istituto d’arti e mestieri di Fermo

Medaglia Ex Alunni dell’Istituto d’arti e mestieri di Fermo

Con L’unità nazionale, nel 1861, grazie ad un decreto del Commissario per le Marche, Lorenzo Valerio, trasformò l’Opera Pia in Istituto di Arti e Mestieri. Ne fu direttore per due anni l’architetto Giovan Battista Carducci, uomo di cultura e di esperienza europee, in particolare estimatore della società francese e dei modelli di sviluppo che ad essa dava la politica di Napoleone III.

Con questa trasformazione la scuola perse la originaria funzione morale e acquistò una sua specificità tecnica funzionale allo sviluppo della produzione verso forme artigianali ed industriali.

Medaglia Ex Alunni dell’Istituto d’arti e mestieri di Fermo 1886 Bronzo mm. 44,8 – STEMMA DI FERMO – ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE -VEDUTA DEL PALAZZO DELL’ISTITUTO

  • OGGETTO: medaglia
  • MATERIA E TECNICACONIAZIONE: bronzo
  • DATA: 1886
  • MISURE: diametro 44.8 mm
  • ATTRIBUZIONI: Johnson Stefano
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE: presso l’archivio storico di Seremailragno.com
  • SPECIFICHE DI LOCALIZZAZIONE: medagliere
  • TIPOLOGIA SCHEDA: reperti archeologici
  • CONDIZIONE GIURIDICA: bene culturale di proprietà di Seremailragno.com. In metallo bianco catalogata dai Beni Culturali qui.

Johnson Stefano

Le origini della società risalgono al terzo decennio dell’Ottocento, quando l’inglese Giacomo Johnson impianto nell’attuale area di corso Venezia un laboratorio nel quale venivano realizzati bottoni e stemmi in metallo stampato. Alla morte del fondatore l’attività venne proseguita dal figlio Stefano che dette maggiore impulso alla produzione di medaglie e contemporaneamente modifico la ragione sociale in Stefano Johnson – Fabbrica di medaglie.

Nel 1860, dopo che l’impianto si era trasferita nello Stradone di S. Angelo, la sede venne trasferita in corso di Porta Nuova n. 15. Negli anni seguenti la produzione di medaglie continuo ad incontrare i favori di un pubblico composto da associazioni, enti pubblici e privati, ordini religiosi ed esponenti delle nobili casate ambrosiane. Nel 1880 alla scomparsa di Stefano, suo figlio Federico – entrato nella ditta quattro anni prima – prese in mano le redini dell’impresa, ponendo in essere una politica di consolidamento e di trasformazione che avrebbe impresso una svolta all’intero complesso aziendale. In particolare procedette all’acquisto degli stampi della Zecca di Milano (cessata nel 1878) e inizio un lungo processo di ammodernamento dei macchinari che si sarebbe concluso nel 1911 con l’inaugurazione di un nuovo stabilimento.

A quella data anche la produzione si era via via orientata verso medaglie commemorative di fatti d’armi e di uomini illustri impegnati nello sviluppo industriale e nella gestione pubblica, a cui si univa l’inaugurazione di una fonderia artistica per opere di grandi dimensioni e quella di un grande salone adibito a museo presso la sede dello stabilimento. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale e in seguito alle numerose commesse statali, la produzione si concentro ulteriormente sui fatti militari per poi essere costretta ad assecondare il gusto imperante durante il periodo fascista. Nell’agosto del 1943 l’impianto sociale subì danni ingenti provocati dai bombardamenti, che costrinsero Stefano Johnson, figlio di Federico, ad interrompere quasi totalmente l’attività per un triennio.

Negli anni seguenti, Cesare, figlio di Stefano, provvide a riavviare l’impresa; nel 1949 la sede venne stabilita in piazza S. Angelo n. 1, nel 1958 venne aperto il nuovo impianto di Baranzate di Bollate, alle porte di Milano. Nei decenni seguenti l’attività della società e proseguita nel rispetto di una tradizione che ha sempre visto l’azienda confrontarsi con i migliori artisti del settore e questo in parallelo alla costante ricerca delle soluzioni tecniche più all’avanguardia.

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