Dopo il distacco della consigliera Martina Susino dal gruppo Cambiamo Insieme gli animi si sono accesi nel palazzo monturanese. Il gruppo Cambiamo Insieme ha caricato una nuova immagine di copertina nella pagina Facebook dove la Susino è scomparsa con un’abile “Photoshoppata” o “Artificial Intelligence”: un messaggio chiaro. Il nuovo capogruppo è stato nominato ed è Michele Conti.
Le parole di Martina Susino infiammano la politica monturanese
“LA DEMOCRAZIA È CONCETTO NON CHIARO A TUTTI!
Ho ascoltato in maniera molto attenta il discorso e, tralasciando il fatto che non corrisponde al vero quanto lamentato sulla mia persona, e quindi riservandomi le più opportune azioni a mia tutela ravvisandosi certi profili di natura diffamatoria e per giunta totalmente sforniti di fondamento probatorio, è bene chiarire che io non ho fatto alcun passo indietro: IO NON HO LASCIATO LA MAGGIORANZA, ho solo deciso di distaccarmi da “Cambiamo Insieme” perché non ne condivido modo di operare e politiche; scelta questa LIBERA e DEMOCRATICA che ancora non si riesce ad accettare e comprendere.
Il Consiglio Comunale sarà comunque chiamato il prossimo 30 Dicembre e sarà quella l’occasione per chiarire; fermo restando che trovo profondamente scorretto parlare di persone senza che a queste sia riservato diritto di replica immediato”.
Conclusioni
Le parole di Martina Susino infiammano la politica monturanese e da avvocato professionista parla di “azioni a sua tutela”: un messaggio anche qui chiaro. Si gioca sul piano sottile delle parole e nella differenza tra lasciare e distaccarsi. C’è differenza tra lasciare un gruppo, distaccarsi dal gruppo, essere cacciati dal gruppo. Quali delle 3 ipotesi hanno prevalso solo loro lo sanno.
Nella società abbiamo imparato che quando ci si distacca dal gruppo perché non si è d’accordo sulle scelte del gruppo si finisce per essere isolati o ci si isola. Abbiamo imparato che quando una persona nella coppia si prende un periodo di riflessione è perché il rapporto si è già incrinato e spesso per colpa di tutti e due, o tutti e tre. In amore soprattutto in età più avanzata prima di lasciare una persona statisticamente ci si aggrappa ad un’altra liana sicura e poi si lascia la vecchia strada per la nuova dove si sa cosa si lascia ma non si sa cosa si trova. Sarà così anche in politica?
Nei consigli comunali non esiste un “gruppo misto” obbligatorio e uniforme come in Parlamento, perché la disciplina dipende dal regolamento del singolo Comune. In generale, quando un consigliere comunale esce dal proprio gruppo, possono accadere tre cose, a seconda del regolamento consiliare:
- Se il regolamento prevede il gruppo misto, il consigliere confluisce lì, da solo o insieme ad altri non iscritti ad alcun gruppo politico.
- Se il regolamento non prevede il gruppo misto, il consigliere diventa “consigliere non iscritto” o “indipendente”, mantenendo il seggio ma con diritti spesso più limitati su tempi di intervento, commissioni e risorse.
- In alcuni Comuni è possibile costituire un nuovo gruppo, ma solo se si raggiunge un numero minimo di consiglieri (spesso 2 o 3).
La differenza fondamentale rispetto al Parlamento è che non c’è una regola nazionale unica: tutto è demandato allo statuto e al regolamento del consiglio comunale. In Parlamento, invece, il gruppo misto è previsto per legge ed è automatico.


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