Lettera aperta ai cittadini: Perchè Dire 11 NO a Calcinaro in Regione

Alla mia età e dopo una lunghissima esperienza amministrativa, sento il peso di una responsabilità civile e morale verso la mia comunità. Per questo scrivo pubblicamente, per chiarire alcune posizioni ed esprimere un netto dissenso rispetto alla candidatura alle elezioni regionali del Sindaco Calcinaro.

Voglio subito sgombrare il campo da interpretazioni errate: la mia non candidatura alle prossime elezioni è stata una scelta personale, dettata dalla consapevolezza che non ci fossero le condizioni per un impegno coerente e utile.

Detto questo, dico NO alla candidatura di Calcinaro in Regione per motivi ben precisi, che riguardano non solo la sua condotta amministrativa, ma soprattutto la visione — o meglio l’assenza di essa — per il futuro della città e del territorio.

1. Dico NO perché è incoerente

Quando altri si candidavano con più incarichi, fu tra i primi a puntare il dito parlando di “accumulo di potere”. Oggi è lui ad essere sindaco, consigliere provinciale con deleghe assessorili e ora candidato alle regionali. Le regole valgono per tutti, e chi cambia atteggiamento a seconda della convenienza mostra opportunismo, non coerenza. E di opportunisti, la politica ne ha fin troppi e non c’è mai da fidarsi, prima o poi ti ingannano.

2. Dico NO perché vive di vittimismo

Calcinaro si atteggia a vittima di un sistema di cui è parte integrante. Basti vedere i suoi cambi di bandiera politica, sempre opportunistici. In politica bisogna accettare le critiche e rispondere con serietà, non con lamenti o accuse infantili. Le responsabilità si affrontano, non si scaricano.

3. Dico NO perché non dice mai la verità, quando va bene, mezze verità

Calcinaro si propone come “salvatore” della Provincia, promettendo che “non sarà più ultima”, ma è proprio lui, da quasi 15 anni in posizioni di comando, a portare responsabilità dirette per questa condizione:

È sindaco del capoluogo, da sempre comune trainante del territorio, con una forza che non hanno mai avuto altri territori.

È stato vicepresidente della Provincia, ora consigliere con deleghe: pochissimi sindaci di capoluogo in Italia hanno avuto tanto potere concentrato.

È stato presidente e ora vicepresidente di ANCI Marche, con accesso privilegiato ai tavoli regionali e nazionali per condizionare a favore del nostro territorio scelte strategiche.

Fa parte del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), quindi partecipa alla formazione delle leggi regionali sulle quali potrebbe incidere.

Ha beneficiato della presenza di una Provincia che prima non c’era e di risorse straordinarie, mai viste negli ultimi 70 anni, un vero e proprio Piano Marshall, : PNRR, fondi sisma, fondi per Comuni capoluogo come l’ITI Urbano, fondi Periferie, ecc. eppure i risultati non si vedono.

Non può, dopo 15 anni di gestione diretta o indiretta del potere a più livelli, dire che le colpe sono “degli altri”. Altri chi?

4. Dico NO perché questo territorio ultimo non lo è stato nei decenni precedenti.

Ha ottenuto l’istituzione del COSIF, chiuso dalla SUA amministrazione, della Provincia di Fermo, la Prefettura di Fermo, la Questura, i Comandi provinciali dei Carabinieri e Finanza, ecc. La Camera di Commercio di Fermo è stata chiusa nel 2018, dopo pochi anni dall’ottenimento, grazie alla SUA amministrazione, supina ai poteri, e in accordo con Confindustria Fermo allora controllata da Andrea Santori. La differenza non la fanno ne gli incarichi, ne i cambi di casacca, ma gli uomini. Questo territorio ha ottenuto prima di Calcinaro tanti importanti riconoscimenti a prescindere da quale fossero i governi regionali e nazionali.

5. Dico NO perché non ha saputo valorizzare la città lasciando qualcosa di durevole e veramente strategico per il futuro dei tanti giovani.

Fermo, con tutte le opportunità che ha avuto, è oggi una città svuotata, con un centro storico desertificato, poche attività commerciali, eventi culturali di scarso spessore, e un’identità turistica non definita, nonostante ingenti spese pubbliche. Pochi si rendono conto che il centro storico di Fermo che si estende su una superficie di 500 mila mq., non è solo la Piazza che occupa nel complesso neanche 20 mila metri quadri.

Le iniziative sono aumentate, ma spesso più per spettacolarizzazione che per progettualità, concentrate in Piazza. Si sono spesi milioni in eventi, promozione, “riqualificazioni” senza un ritorno duraturo. Basta vedere i risultati sul piano economico, occupazionale, demografico e turistico.

6. Dico NO perché Sono ridicole le sua affermazioni… prima di me il nulla…!

C’è chi ricorda il Festival di Fermo, la Città Natale, le innumerevoli iniziative in tutta la città con la Piazza gremita all’inverosimile senza bancarelle, boschi, piste, ecc. Tipicità è una invenzione delle passate amministrazioni, così ilGustaFermo. Purtroppo oggi si è perso anche il senso dell’amministrare e si confonde l’interesse pubblico “generale” con quello privato “particolare”.

Spendere 90 mila euro per due concerti consecutivi in Piazza con biglietto a 60 euro a serata (120 euro), in piedi, significa fare gli interessi dei privati che hanno straguadagnato. Fare interesse pubblico significa spendere risorse pubbliche per consentire a tutti di partecipare con un biglietto ridotto.

7. Dico NO perché gestisce le risorse pubbliche senza visione e senza senso di responsabilità

Esempi emblematici:

Il caso Area ex Stazione di Santa Lucia. Il Comune di Fermo poteva acquistarla dal Demanio a meno di 600 mila euro, mentre ha lasciato che andasse all’asta costringendo la STEAT a dissanguarsi spendendo circa 1,7 milioni di euro. Ora si dovrebbero spendere altri 10 milioni di euro per una sede che logisticamente è priva di senso; non dico che dove sta ora sia il posto giusto, tutt’altro, ma è chiaro spero a molti che questo di Calcinaro è il vero mondo al contrario, basta spendere anche se in modo irrazionale.

Spese esorbitanti per affitti come per l’ex Ristorante Mario, 1,461 milioni di euro, quando sarebbe bastato acquistarlo pagando ratealmente il mutuo invece dell’affitto, almeno restava un bene per la collettività invece che per il privato.

Fondi buttati in progetti discutibili come lo Spazio Betti, 600 mila euro al vento, FermoTech quasi 2 milioni euro, per cosa? Ex Mercato Coperto ancora da completare e quanto è stato speso? Perché concesso gratuitamente all’ITS Smart Academy quando sappiamo come vengono spesi i soldi dalla Fondazione? 400 mila euro di dubbie consulenze a società private riferibili al Presidente ITS. Villa Vitali spesa enorme per riallestimento parco, con una gestione costosissima, è possibile riempire pagine intere di esempi.

8. Dico NO perché non c’è alcuna chiarezza su importanti vendite patrimoniali: Solgas, Casina delle Rose, ex casa custode al Girfalco., ecc.

Tutto questo mentre la città perde popolazione, attività economiche, occupazione e attrattività.

9. Dico NO perché non ha difeso il territorio

In questi anni non ha mai alzato la voce per Fermo: nessuna battaglia per la sanità, per le infrastrutture, per la Camera di Commercio, per la Soprintendenza. Sempre silenzioso, sempre allineato al potere, qualunque esso sia. La cosa più importante è vantare un credito personale per la prossima campagna elettorale.

10. Dico NO perché Fermo non può più permetterselo

La città merita rispetto, merita visione, merita una guida che lavori per il bene comune, non per costruirsi un destino politico personale. Fermo non è un trampolino di lancio per andare in Regione. E oggi, è arrivato il momento di dirlo chiaramente.

11. Dico No perché è il Sindaco più retrocesso d’Italia. Anche nello sport e nel calcio ha fatto flop.

Un appello ai cittadini Non fatevi ingannare dalle luci e dai tavolini in Piazza. Guardate oltre l’apparenza. Fate domande. Chiedete i conti. Verificate i risultati. Non credete alle favole raccontate da Calcinaro, anche se sono raccontate bene, suggerisco però di rileggere quella di Pinocchio; nel passato le favole venivano raccontate e avevano una funzione pedagogica, trasmettevano degli insegnamenti. La città non ha bisogno solo di intrattenimento, ma di governo.

Serve responsabilità, competenza, coerenza. Serve, soprattutto, un futuro.

Ai giovani: non aspettate che siano altri a cambiare le cose. Prendete in mano la città. Ribaltatela se necessario. Perché è anche vostra. Tenete però ben in mente una massima di don Luigi Sturzo “La politica senza etica è sopraffazione e l’economia senza etica è diseconomia”, ed una di Abraham Lincoln ( me la lesse la consigliera comunale dei DS Adriana Compieta in uno dei miei primi consigli comunali) “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”.

Saturnino Di Ruscio


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