Ferrovia P. S. Giorgio-Amandola: c’era una volta la stazziò

Fino al 1956, Porto San Giorgio, Fermo e Amandola erano collegate da una ferrovia che costituiva la tratta Porto San Giorgio-Amandola [1].

L’evento

I tempi del “trenittu” e sabato 15 aprile a Palazzo Passari (sede del Municipio montegiorgese) sarà dedicato l’evento “C’era una volta la stazziò”. Il libro di Marco Ramadori, trentesimo volume dei quaderni montegiorgesi curati da Mario Liberati, sarà un momento di ricordo di quando era in funzione la vecchia stazione di Montegiorgio attraverso storie e racconti. Appuntamento da non perdere sabato alle 17.30 Giuseppe Buscemi nelle vesti di moderatore, membro dell’Associazione Culturale Amatori Ferrovie – Museo Del Treno Montesilvano. La ferrovia che fu dismessa oltre mezzo secolo fa è ancora nei ricordi di chi l’ha vissuta in prima persona. Lungo il tratto è possibile ancora vedere alcune delle stazioni in parte restaurate ed adibite a diversi usi economici/sociali.
Quella raffigurata nell’immagine di anteprima è la stazione Monteurano-Rapagnano [2] facente parte del tratto ferroviario Porto San Giorgio-Amandola.

Ferrovia Porto San Giorgio-Amandola

La linea, della lunghezza di 56,92 km, era a scartamento ridotto da 950 mm, armata con rotaie da 21 kg/m su traversine di rovere, e, all’attivazione, con trazione a vapore; vi erano utilizzate delle locomotive Mallet di costruzione Borsig. A partire dal 1928 venne convertita a trazione elettrica a corrente continua alla tensione di 2.600 volt a cura del Tecnomasio Italiano Brown Boveri [1][2].

A Servigliano era presente l’unica sottostazione della linea, dove per la prima volta in Italia, vengono impiegati i raddrizzatori a vapori di mercurio, per rendere l’erogazione dell’elettricità automatica [1].

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