Fai d’Autunno nel fermano 2025 – LE 4 COSE DA VEDERE – Torna come ogni anno il FAI d’autunno, un evento fantastico alla scoperta del territorio. Ecco cosa vedere nel fermano.

Regione Marche controinformazione, storia e cicloturismo
Regione Marche controinformazione, storia e cicloturismo

CAMPOFILONE

Mondomini sorge a Campofilone, nel cuore della provincia di Fermo, sospesa tra mare e montagne. La tenuta si estende per 14 ettari e custodisce 8.500 ulivi, secolari e giovani, coltivati con cura e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali. Ogni albero è testimone di un legame autentico con la terra, da cui nasce un olio che racconta la purezza del territorio e l’armonia della natura. Il nome Mondomini trae origine dal latino Mons Domini, “Monte del Signore”, evocando la sacralità e l’importanza della terra su cui sorge la nostra tenuta.

Sulle colline della provincia di Fermo, la famiglia Euffreducci ha scelto di abbandonare la frenesia cittadina per ritrovare armonia con la natura e le sue tradizioni. Un legame profondo con questo territorio che affonda le radici nella storia: nel Quattrocento, Oliverotto Euffreducci fu Signore di Fermo, citato da Machiavelli ne Il Principe.

Oggi, con lo stesso spirito di dedizione, la famiglia porta avanti una visione di agricoltura sostenibile, coltivando olivi con rispetto e cura. Da questa passione nasce un olio extra vergine di oliva di eccellenza, autentica espressione della terra fermana. Sulla tenuta di Mondomini il tempo sembra essersi fermato. Tra i campi e gli ulivi sorge ancora una casa poderale che custodisce storie di vita contadina e una piccola cappella del Settecento, dedicata a San Filippo, che veglia silenziosa sul paesaggio.

Con lo sguardo rivolto alla valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze, Mondomini accoglie il Centro di Interpretazione Territoriale dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso: un luogo in cui storia e natura si intrecciano e gli ulivi diventano testimoni e narratori di una terra senza tempo. Qui il visitatore può intraprendere un viaggio alla scoperta della vita degli ulivi, delle varietà che abitano la tenuta e delle pratiche di coltivazione che uniscono tradizione secolare e innovazione sostenibile.

All’interno di un percorso sensoriale accessibile a tutti sarà possibile accarezzare tronchi e foglie, riconoscerne la forza della giovinezza o la nobiltà dei secoli, ascoltare il respiro del vento tra le fronde. Un invito a lasciarsi avvolgere dalla natura e a sentirsi parte viva del suo eterno racconto.

In occasione delle Giornate FAI, i visitatori saranno accolti in un luogo in cui storia, spiritualità e passione per la terra si fondono in un’unica esperienza. La tenuta Mondomini permetterà di scoprire l’anima autentica delle Marche, offrendo un percorso che unisce cultura, natura e tradizione. Immersi tra gli ulivi secolari, i visitatori potranno vivere un viaggio sensoriale fatto di profumi, suoni e carezze della natura, per poi lasciarsi guidare in un momento di degustazione dei prodotti tipici, espressione genuina del territorio.

Livia e Stefano Euffreducci, cuore pulsante dell’azienda agricola Mondomini, hanno affermato: ‘Siamo felici di poter condividere con il FAI, la sua comunità e i turisti Italiani e stranieri, la bellezza e la storia di questo territorio marchigiano e di Mondomini. Siamo orgogliosi di poterli valorizzare e raccontare, rendendo tangibile l’importanza e le caratteristiche della produzione dell’olio extravergine di oliva.

La Delegazione FAI di Fermo

ALTIDONA, FERMO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

Immerso tra le dolci colline della provincia di Fermo, Altidona è un luogo dove la natura e la storia si fondono in un equilibrio perfetto. Dalle sue antiche mura difensive, lo sguardo si perde in un panorama straordinario: il Mare Adriatico che scintilla all’orizzonte, i campi ondulati della campagna marchigiana e, in lontananza, la maestosità dei Monti Sibillini. Un unico, affascinante percorso che unisce il mare ai monti, e con essi, il fascino del passato alla vivacità del presente.

Altidona è un piccolo gioiello delle Marche, custode di una storia millenaria. Già abitato in epoca romana, il borgo si sviluppa nel Medioevo attorno a un castello fortificato. Le sue mura, ancora in parte visibili, raccontano secoli di vicende, tra invasioni e rinascite. Il nome “Altidona” compare per la prima volta in documenti del XII secolo, ma è nel Trecento che il borgo assume un ruolo strategico nel sistema difensivo fermano. Oggi, camminare tra le sue vie è come attraversare le pagine di un libro di storia vivente.

Altidona incanta con il suo centro storico medievale, raccolto, autentico e perfettamente conservato. Il cuore del paese è un intreccio di vicoli in cotto, archi in pietra, case-torri e scorci pittoreschi che si aprono sulle campagne circostanti.La Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco è un prezioso scrigno d’arte sacra, custodisce opere del XVIII secolo e conserva un’atmosfera raccolta e mistica. Le Mura Castellane ancora in piedi a testimoniare l’antica funzione difensiva del borgo, offrono un punto panoramico straordinario sul litorale adriatico.

Altidona non è un semplice borgo. È un’esperienza da vivere. Qui l’arte non si guarda soltanto: si respira, si ascolta, si tocca. È una presenza viva che accompagna ogni passo, un filo invisibile che lega passato e presente, emozione e memoriaAltidona è un borgo autentico, dal cuore medievale, fatto di vicoli in cotto, archi in pietra, case-torri e scorci che si aprono all’improvviso sulle colline marchigiane e sul blu del Mare Adriatico. Nel centro storico, perfettamente conservato, sorge la suggestiva Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco, un piccolo scrigno d’arte sacra del XVIII secolo,.Le antiche mura castellane, ancora intatte, raccontano la storia difensiva del borgo e regalano vedute mozzafiato sul litorale adriatico.

Ma Altidona va oltre il tempo: l’arte contemporanea abita le sue strade, con murales e installazioni che dialogano con l’architettura storica, creando una fusione poetica tra antico e moderno. Nel cuore del borgo, la Casa della Cultura è il simbolo più intenso di questo legame tra arte e sentimento. Qui, l’artista belga Ludwig van Molle ha trasformato il dolore per la perdita della sua amata – profondamente legata ad Altidona – in un percorso emozionante tra arte contemporanea e musica. Ogni opera è un atto d’amore, un frammento di vita donato al paese che li ha uniti in vita e ora li custodisce nel ricordo.

Ad Altidona vive anche lo sguardo di uno dei più grandi testimoni del Novecento: Mario Dondero, fotografo e narratore dell’anima umana. Nel borgo è visitabile l’archivio che raccoglie sessant’anni di cultura italiana e internazionale, raccontati attraverso le sue immagini: scatti che parlano di arte, guerra, libertà e dignità, e che trovano in Altidona il luogo ideale per continuare a parlare al cuore delle persone.

La Delegazione FAI di Fermo

FERMO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

Nel territorio fermano convivono luoghi religiosi e strutture idriche di grande valore storico e identitario. La Chiesa di San Girolamo sorge nell’omonima contrada, fulcro della vita parrocchiale della comunità locale; la Chiesa di Santa Maria degli Angeli rappresenta la presenza dei Cappuccini nella città, lungo la via dei Cappuccini; le fonti storiche disseminate tra centro urbano e contrade testimoniano l’antico rapporto tra la città e l’acqua, elemento vitale per la vita quotidiana e simbolico per la cultura locale.

La Chiesa di San Girolamo ha origini antiche, probabilmente come piccolo oratorio rurale, ampliato nel corso del Settecento e Ottocento e più volte oggetto di restauri e consolidamenti fino all’epoca recente. Le fonti e i lavatoi pubblici di Fermo risalgono in gran parte al Medioevo e al periodo barocco, quando fungevano da punti di approvvigionamento, abbeveratoi e luoghi di socialità quotidiana.Alcune fonti furono progressivamente arricchite con decorazioni e archi monumentali, divenendo elementi qualificanti del paesaggio urbano. La Chiesa di Santa Maria degli Angeli affonda invece le proprie radici nella storia dei Cappuccini fermani, documentati già in epoca moderna. L’edificio, annesso al convento, ha sempre mantenuto lo stile sobrio proprio dell’ordine.

La Chiesa di San Girolamo presenta una facciata semplice con portale centrale e piccolo campanile a vela; l’interno, a navata unica, è coperto da volte leggere ed è caratterizzato dalla linearità tipica delle chiese di campagna marchigiane. Le fonti fermane si distinguono per la varietà tipologica: dalle semplici vasche scavate nella pietra alle fontane ad arcata con pilastri e archi in muratura, fino agli esempi barocchi ornati da stemmi o elementi decorativi. La Chiesa di Santa Maria degli Angeli conserva la tipica architettura cappuccina: facciata spoglia, impianto a navata unica, spazi liturgici essenziali e ambienti conventuali adiacenti.

Il percorso condurrà alla scoperta di una Fermo insolita e autentica. Partendo dalla Chiesa di San Girolamo, scrigno di devozione popolare e memoria di comunità, si camminerà poi tra le antiche fonti e lavatoi, dove l’acqua racconta storie di vita quotidiana e di socialità. I visitatori saranno accolti anche dalla sobria bellezza della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, cuore della spiritualità cappuccina. Un itinerario che unisce arte, fede e tradizione per guardare la città con occhi diversi. L’esperienza sarà resa ancora più intensa dall’ascolto di musiche e canti popolari che faranno rivivere le emozioni, i colori e le voci della campagna di un tempo.

La Delegazione FAI di Fermo

MONTEGIORGIO

In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

Situato sulle colline del Fermano, Montegiorgio è un borgo marchigiano di origine medievale che domina dall’alto la valle del Tenna, offrendo panorami che spaziano dai Monti Sibillini all’Adriatico. Il centro storico conserva un impianto urbanistico compatto, con vicoli lastricati, palazzi storici e scorci suggestivi che raccontano secoli di storia. Il borgo, circondato da un paesaggio agricolo caratterizzato dalla presenza di vigneti e uliveti, è custode di un patrimonio artistico e architettonico che riflette il passaggio di epoche e stili, dall’arte romanica alle eleganze del Settecento.

Le origini di Montegiorgio risalgono all’età medievale, con un nucleo fortificato che svolse un ruolo strategico di controllo sul territorio circostante. Nel corso dei secoli il borgo conobbe fasi di prosperità, grazie alla posizione lungo le vie di comunicazione tra l’entroterra e la costa. Tra le famiglie che hanno segnato la storia locale spiccano gli Alaleona, protagonisti della vita sociale e culturale, e legati al celebre compositore Domenico Alaleona (1881-1928), innovatore della musica italiana del primo Novecento. Montegiorgio fu anche centro religioso di rilievo, con la costruzione di importanti chiese, conventi e confraternite che contribuirono a definire l’identità spirituale e artistica della comunità.

Il tessuto urbano di Montegiorgio unisce elementi medievali — mura, porte e tratti di vie lastricate — a edifici rinascimentali e nobiliari. Tra le architetture civili si distingue Palazzo Alaleona (XVII-XVIII secolo), con la sua facciata in laterizio scandita da finestre in pietra e un portale elegante che introduce a saloni affrescati, pavimenti in cotto e cantine voltate in mattoni, testimonianza della vita aristocratica tra Sette e Ottocento.

A pochi passi sorge il Teatro Alaleona (XIX secolo), raffinato esempio di teatro all’italiana, con elegante sala a ferro di cavallo, palchetti in legno intagliato e decorazioni pittoriche che richiamano motivi floreali e neoclassici. Le chiese del centro storico raccontano secoli di fede e arte. Tesori pittorici, arredi sacri e prospettive panoramiche offrono una visione completa della storia religiosa e artistica di Montegiorgio.

Per un giorno soltanto, Montegiorgio apre le sue porte segrete., il borgo marchigiano svela i suoi tesori nascosti in un itinerario che intreccia arte, storia e paesaggio. Si parte tra vicoli medievali e scorci panoramici, fino a varcare l’elegante soglia di Palazzo Alaleona, dimora nobiliare nornalmente del XVII-XVIII secolo non aperta al pubblico: saloni decorati, cantine voltate e memorie di una famiglia che ha segnato la vita culturale del paese. Si prosegue nel raffinato Teatro Alaleona, scrigno ottocentesco di velluti e palchetti, e nelle chiese più suggestive del centro storico: Un’occasione rara per vivere Montegiorgio, respirare il suo passato e lasciarsi incantare dalla sua bellezza.

La Delegazione FAI di Fermo


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