Escursione al lago di Pilato – Diario di bordo

Escursione al lago di Pilato – Diario di bordo

Info generali: da Foce di Montemonaco al Lago di Pilato

La testa della valle è sotto il Monte Vettore (2476m) ad est e la Cima del Redentore (2448m) ad ovest.

Partenza: Da Montemonaco si scende nella vallata dell’Aso con strada asfaltata poi si prende a destra fino ad addentrarsi tra le montagne e giungere al piccolo abitato di Foce. Giunti a Foce si consiglia di lasciare l’auto ai margini dell’abitato o più avanti risalendo la carrareccia sul Pian della Gardosa.

Percorso tutto il Piano della Gardosa ci si inoltra in un bosco di faggi dove la carrareccia diventa una mulattiera prima di affrontare il gradino roccioso delle Svolte. Questo è il tratto più faticoso perché il sentiero diventa ripido e instabile. Poi si prosegue sempre nel fondovalle in salita fino a raggiungere Monte Rotondo che si aggira lasciando sulla sinistra i ruderi di un casaletto (Capanna Piscini). Continuando ancora sul sentiero si arriva a scorgere finalmente il Lago di Pilato (1940m). Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso.

La parte meridionale dei Sibillini è caratterizzata da un’arcuata dorsale su cui si concentrano le cime più alte: Monte Vettore (2478m), Cima del Redentore (2449m), Monte Argentella (2201m), Palazzo Borghese (2119) e  Monte Porche (2235).

All’interno di questa dorsale è racchiuso il Lago di Pilato. La sua valle è tipicamente glaciale con profilo ad “U”. Nelle conche del catino glaciale anche in piena estate permangono lingue di nevaio, spesso coperte da cumuli detritici. Il Lago di Pilato si è formato nel fondo del catino glaciale con due bacini quasi circolari (a forma di occhiale) che raggiungono la massima profondità al centro (circa 9m).

La forma ed il livello dell’invaso sono comunque influenzati dall’andamento annuale delle precipitazioni soprattutto nevose. D’inverno la superficie gela totalmente fino a primavera inoltrata. Nel Lago di Pilato vive un crostaceo unico al mondo: il Chirocefalo del Marchesoni (Chirocephalus Marchesonii). Di colore arancio diafano lungo circa 14 mm, nuota sul dorso e depone le sue uova presso le rive del lago. Ecco perché è meglio restare distanti qualche metro dal bordo dello stesso. Esso fu scoperto solo nel 1954 dal prof. Marchesoni durante le ricerche idrogeologiche condotte dalla Università di Camerino.

Escursione al lago di Pilato – Diario di bordo

  • Partenza per andare a prendere il team (ore 7.15)
  • Colazione alla pasticceria Evandri (ore 7.40)
  • Arrivo a Foce di Montemonaco (ore 9.15)
  • Ricarica borracce con acqua fresca di montanga (clicca qui e vedi fontanella)
  • Caffè al Rifugio Taverna Della Montagna prima di partire
  • Partenza per il sentiero verso il Lago di Pilato (ore 9.40)
  • Pausa panino di ricarica nelle svolte
  • Seconda pausa con secondo panino prima di affrontare la salitona che porta al traguardo
  • Arrivo al lago verso l’13.00 dopo circa 3.15 ore di cammino
  • Pranzo al sacco
  • Ripartenza per il ritorno verso le ore 14.30
  • Birra e spritz al Rifugio Taverna Della Montagna di Foce di Montemonaco per concludere in bellezza il tour di 7 ore (ore 17.45)
  • Ripartenza da Foce alle 18.45 e arrivo a casa alle 20.00

Escursione al lago di Pilato – Consigli utili per il tour

  • Avere con se almeno 2 litri d’acqua a testa, consigliati 2.5 litri e 3 litri se fa particolarmente caldo. A noi è andata bene perché era nuvoloso e quindi abbiamo consumato circa 1.8 litri.
  • Portare le racchette da trekking è fortemente consigliato, io direi obbligatorio!
  • Non affrontatela con le scarpe da ginnastica! Servono scarpe da trekking!
  • Vanno bene pantaloni corti e calzettoni per l’estate. Portate con voi sempre un cambio per quando arrivate in cima perché sarete sudati.
  • Fate una buona colazione, portate tre panini e qualche snack (consigliata una bustina di sali minerali tipo Polase perché si suda molto).
  • Occhio alle vipere, ne abbiamo vista una sul nostro cammino. Le racchette servono anche per battere sui sassi e farle scappare.
  • Il sentiero è ben visibile e non è facile perdersi ma portate sempre con voi una cartina, una bussola, un dispositivo GPS, un telefono, un battery bank, un fischio, un coltello.
  • Consultate sempre le previsioni meteo in cima prima di partire.
  • Leggete sempre i cartelli e rispettate i divieti per evitare di danneggiare l’habitat e prendere multe dalla forestale. Per esempio è vietato portare con se animali!

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