Erostrato fu un pastore greco che per diventare in qualche modo famoso incendiò il tempio di Artemide a Efeso, una delle sette Meraviglie del mondo antico. Gli Efesi lo condannarono a morte e decretarono che non venisse mai ricordato il suo nome.
Il caso di cronaca nel Bellunese
Erostrato è stato anche ripreso in un inquietante fatto di cronaca. Fece la sua comparsa a Cesiomaggiore, paesino feltrino della provincia di Belluno, il 13 luglio del 2017 quando ignoti con l’utilizzo di vernice spray rossa imbrattano la chiesa sconsacrata che si trova a Calliol con le scritte: «Sono Erostrato, Er».
Il giorno dopo, tra il 14 e 16 luglio 2017, sempre con vernice rossa i due indagati avrebbero agito imbrattando i muri dei magazzini comunali (ecocentro) di Cesio con le scritte: «Sono Erostrato», «Brucerete», «Heil Hitler». Il primo agosto 2017 Erostrato inizia ad alzare il tiro e iniziarono gli incendi di casere, legnaie e depositi.
Il principale obiettivo di Erostrato, però, è stato fin dall’inizio il sindaco di Cesiomaggiore Carlo Zanella e la sua famiglia. Quell’estate sul muro del cimitero di Cesio comparvero le scritte con la solita vernice rossa: «Carlo Zanella traditore morirai bruciato tu e la tua famiglia» e altre scritte contro papa Bergoglio, le associazioni Lgbt. A fine agosto il Comune di Cesiomaggiore venne paralizzato per un giorno da due lettere con polvere bianca, finta antrace.
A dicembre toccò alla scuola media di Cesio: stesso attacco. Poi l’ultimo episodio: Erostrato fece trovare un pacchetto di caramelle con gli spilli infilzati nella gelatina nel cortile dell’asilo di Cergnai, frazione di Santa Giustina Bellunese. Era il 22 gennaio 2018, qualche giorno dopo, i primi di febbraio scattò la perquisizione in via Roma a Cesiomaggiore, a casa degli Aquini e da allora non c’è stata più nessuna lettera o attacco del mitomane.
Nel caso c’era una bella miscellanea con tanti riferimenti letterari, alcuni espliciti altri meno. Plauto, Virgilio, Fedro. Subito dopo viene citata “La peste” di Camus. Sono testi particolari. Ciò che fece accendere la lampadina al poliziotto Edoardo Riva è stata però una parola: “katechon”. È un concetto teologico-filosofico molto complesso. Significa ciò che trattiene l’anticristo dal venire al mondo». La parola viene citata nella seconda lettera di San Paolo ai Tessalonicesi e poi ripresa da Tommaso d’Aquino. Il testo più recente che ne parlava era di Maurizio Blondet “Gli Adelphi della dissoluzione“.
Erostrato doveva per forza aver letto uno dei tre. Quale? Non fu difficile scoprirlo. A pagina 63 del libro, Blondet parla di alcune lettere in cui si profetizza una terza guerra mondiale. Lettere scritte con inchiostro rosso, come tutte quelle inviate da Erostrato. È bastato fare una ricerca internet sulle biblioteche venete che possedevano quel libro per scoprire che ne erano solo due: una a Povegliano e una a Cesiomaggiore. Il testo non si trova più in commercio e le case editrici ci mettono un sacco di tempo ad inviarlo. Doveva averlo preso in biblioteca o avercelo già in casa.
Il caso si componeva di 2.000 pagine di inchiesta!


