In Italia, il doppio cognome alla nascita è consentito dal 1° giugno 2022 grazie alla sentenza della Corte Costituzionale. La Sentenza della Corte Costituzionale 27/04/2022, n. 131 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del Regio Decreto 16/03/1942, n. 262, art. 262 (durante il ventennio fascista), Codice civile nella parte in cui prevede che il figlio assuma automaticamente il cognome del padre. L’illegittimità è stata estesa anche alle norme sull’attribuzione del cognome al figlio nato nel matrimonio e al figlio adottato.
Dettagli chiave sulla normativa:
- Chi l’ha fatta: La Corte Costituzionale, attraverso una sentenza interpretativa che ha modificato di fatto il Codice Civile (art. 262), intervenendo sul precedente vuoto normativo.
- Come funziona: Al momento della nascita, i genitori possono decidere di dare solo il cognome del padre, solo quello della madre, o entrambi nell’ordine preferito.
- Svolta storica: La decisione mira a garantire la parità di genere e la parità tra i genitori, superando una regola basata sulla potestà maritale.
- Situazione attuale: Non si tratta di una legge votata dal Parlamento, ma di una sentenza di incostituzionalità che ha imposto la regola, sebbene permangano richieste di una disciplina legislativa organica per gestire tutti i casi specifici.
Il politicamente corretto crea problemi
In nome dell’incostituzionalità e del politicamente corretto, questa modifica ha portato e porterà notevoli problemi per quanto riguarda le anagrafiche, le discendenze e le ricerche in merito. Il fatto che un figlio/a prendesse sempre il cognome del padre era una regola standard che serviva ed era molto utile nelle ricerche. Ora che non è più così si complica tutto in nome del politicamente corretto che invece di semplificare introduce altre regole e dunque altra burocrazia. Ed è grazie a loro che il cognome Mussolini è tornato in auge. Praticamente la dimostrazione lampate che il politicamente corretto è l’apripista dello scorretto.

