Massoneria di Via Perpenti e Palazzo Guerrieri di Fermo

LA MASSONERIA FERMANA – Questa antica e nobile famiglia fermana dei Guerrieri era divisa in diversi rami. Uno di questi era molto potente e svolse un ruolo significativo, insieme ai Brancadoro e ai Nobili, nelle fiere discordi, a causa del predominio delle sue fazioni che agitarono la città e il contado per lungo tempo, tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI. Questa linea nominò illustri personaggi delle armi, del diritto, delle lettere e della vita ecclesiastica.
Si ringrazia l’autore Michele Paoletti per la collaborazione e immagini fotografiche fondamentali per la stesura dell’articolo.
La famiglia Guerrieri
La famiglia Guerrieri, che portava il titolo Marchionale, si estinse nel XIX secolo. Il ramo che agli inizi del 1500 si stabilì a Mantova proveniva dalla famiglia di Fermo, dove, dai signori di quel marchese, deteneva il titolo Marchionale e il diritto di aggiungere il cognome Gonzaga. Il ramo di Fermo, ancora fiorente, risiedette a lungo a Massa Fermana, castello nell’antico stato del Fermano, da dove si trasferì a Fermo a metà del XVII secolo, e ad esso appartennero uomini che si distinsero soprattutto nel campo del diritto.
Da ricordare: Giov. Battista, illustre giurista che ricoprì cariche onorarie nel XVI secolo; Pietro, eletto commissario apostolico per la prudenza e la dottrina.
Lo stemma della famiglia Guerrieri – Massoneria di Via Perpenti

Sopra quel portone di un palazzo storico in via Perpenti si trova questo stemma. È lo stemma della famiglia Guerrieri, nel palazzo in via Antonio Perpenti N°16 (Palazzo Guerrieri). Il loro blasone è noto proprio per il leone rampante (con banda diagonale d’azzurro “attraversante” nelle versioni araldiche più complete).
- Elmo: sopra lo scudo compare un elmo da cavaliere, volto di profilo e privo di ornamenti piumati (non si vedono lambrecchini svolazzanti né cimiero), elemento che rafforza l’origine nobiliare e indica la dignità cavalleresca.
- Scudo: di forma sagomata, classica per gli stemmi gentilizi dell’epoca, con al centro il leone rampante, simbolo di forza e coraggio.
- Figura araldica centrale: un leone rampante, chiaramente scolpito in posizione eretta sulle zampe posteriori, con la zampa anteriore destra sollevata e la sinistra avanzata, la coda alta e ricurva.
- La banda diagonale tipica della descrizione araldica (“banda d’azzurro attraversante”) non è visibile nella scultura: può essere un’omissione voluta (semplificazione artistica) oppure si è persa con l’erosione.
- Cornice barocca: lo scudo è inserito in una cornice riccamente scolpita con volute e decorazioni vegetali, tipica del XVII–XVIII secolo.
Anello di ferro murato
Quello che vedi nella foto scattata in Via Perpenti n°16 è un anello di ferro murato (detto anche anello da cavallo o anello di posta) situato alla destra del portone. Questi elementi si trovano spesso accanto a portoni o su facciate di palazzi antichi, soprattutto nei centri storici italiani.
Il loro scopo era molto pratico: servivano per legare i cavalli quando le persone scendevano e dovevano entrare in casa, in una bottega o in una locanda. Nei secoli scorsi, specialmente tra Medioevo e Rinascimento, erano diffusissimi; in alcune città (come Firenze, Siena, Bologna) si vedono ancora lungo i muri dei palazzi.

Cosa sappiamo finora della loggia del GOI all’Oriente di Fermo
- Il sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia scrive che la sede di Fermo è ubicata al piano nobile di Palazzo Guerrieri, in via Perpenti 16, con sale affrescate da Pio Panfili (marzo 2013). Questo indica che il palazzo è utilizzato da un’organizzazione massonica, ma ciò non significa necessariamente che ne sia proprietaria. Ci sono casi in cui viene concesso in locazione, affittato o usato come sede tramite accordo con il reale proprietario.
- Un articolo di Cronache Fermane (15 aprile 2019) riferisce di una cerimonia del Rito Scozzese “in via Perpenti”, con foto di stanze di Palazzo Guerrieri.
- Non sono disponibili fonti pubbliche (siti istituzionali o registri online) che dichiarino chi sia il legittimo proprietario attuale.
Blasonatura della famiglia Guerrieri
Ecco la blasonatura della famiglia Guerrieri (ramo fermano), così come riportata dalle raccolte araldiche:
- Arma principale (Fermo, Porto San Giorgio): «D’oro, al leone al naturale, linguato di rosso e rampante, con la banda d’azzurro attraversante.»
- Varianti/alias attestati nelle fonti (rami o raffigurazioni diverse): – «Di rosso (talora d’argento), al leone d’oro, sostenente un elmo dello stesso (talvolta d’argento) rivoltato.»
“Andare, camminare, lavorare”
A pagina 157 del libro dello scrittore fermano Angelo Ferracuti dal titolo “Andare, camminare, lavorare” viene riportata una narrazione particolare e interessante di Via Perpenti. In questo video viene letta ed interpretata da Michele Paoletti:
Pitture nelle stanze interne
Una delle stanze massoniche presenta un soffitto è a cassettoni dipinti, con una cornice architettonica in finto rilievo, che dà l’illusione di una decorazione plastica. La parte centrale è rettangolare, con cornici ornate, e agli angoli ci sono figure simboliche. Al centro si nota un motivo decorativo simmetrico con nastri dorati e motivi vegetali intrecciati. Il disegno sembra evocare una ghirlanda o un intreccio floreale che richiama la fertilità e l’armonia.
In ognuno degli angoli spunta un volto leonino con una ghirlanda verde attorno. Il leone, oltre a simboleggiare la forza e il potere, è anche un motivo ricorrente negli stemmi nobiliari e può richiamare protezione e vigilanza. Lungo le cornici e i lati compaiono fiori, ghirlande e nastri, tipici della decorazione neoclassica. Sono presenti vasi con fiori e frutta dipinti a trompe-l’œil, che richiamano abbondanza, prosperità e un gusto decorativo allegorico. In due punti si vedono medaglioni dorati con profili di personaggi classici (forse imperatori romani o figure allegoriche) circondati da iscrizioni in latino.
Uno è chiaramente leggibile: “EGNATIUS GUERERIUS POETA LATINUS”, l’altro invece dedicato a “FRANCISCUS GUERERIUS”. Questi medaglioni rafforzano il legame con la classicità e i valori umanistici. Nella parte inferiore della foto si nota un fregio con motivi a greca, tipico delle decorazioni rinascimentali e neoclassiche. Questo elemento rimanda alla cultura greco-romana e dà ordine architettonico alla composizione.
Il nome “Egnatius Guererius” è la forma latinizzata di un membro della famiglia Guerrieri di Fermo.
- Egnatius è il prenome reso in latino (corrisponde a Ignazio in italiano).
- Guererius è la traduzione latina del cognome Guerrieri.
Era molto comune, tra Sei e Settecento, che le famiglie nobili o colte facessero riportare i loro nomi in latino nelle iscrizioni, nei motti araldici o nei soffitti affrescati. In questo caso si tratta quindi con tutta probabilità di Ignazio Guerrieri, probabilmente il committente o un esponente importante della casata, celebrato sul soffitto del palazzo di famiglia.
Interpretazione simbolica complessiva
- I leoni agli angoli: simbolo di forza, protezione e nobiltà.
- Le ghirlande floreali e i festoni: richiamo alla prosperità, alla bellezza e all’abbondanza.
- I medaglioni con profili e motti latini: un omaggio alla cultura classica e all’autorità morale e politica.
- I motivi geometrici e le cornici architettoniche: creano rigore e simmetria, evocando la solidità del palazzo e la continuità con l’antichità.
Palazzo Guerrieri da Fermo a Mantova
Situato a Mantova, a 700 metri da Duomo di Mantova, 800 metri da Palazzo Ducale e 300 metri da Rotonda di San Lorenzo, Palazzo Guerrieri da Fermo è un alloggio che prevede balcone e WiFi gratuito.
