Amalia Gasparrini Spagnolini – Potenza Picena è un comune italiano di 15.426 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Fino al 1862 veniva chiamata Monte Santo.
Il 18 Agosto del 1820 nasceva a Monte Santo in Contrada S. Agostino (attuale Corso Vittorio Emanuele II), Amalia Anna Antonia Gasparrini, figlia di Serafino, possidente, e di Maria Della Chiara, una donna che ebbe una grande passione per la musica. Una realtà come quella di Monte Santo degli inizi dell’Ottocento che vantava già la presenza di una Schola Cantorum (l’attuale Corale S. Stefano), sorta nel 1796, due Bande Cittadine, chiamate all’epoca Filarmoniche, una dell’interno, facente capo alla famiglia Marefoschi, e l’altra del Giardino, facente capo alla famiglia Bonaccorsi.
La fondatrice della banda cittadina di Monte Urano
Questi due corpi filarmonici nel 1842 si sono uniti dando vita alla Banda Cittadina, dove suonavano inizialmente i fratelli di Amalia, Luigi, Arezio e Achille. Luigi suonava il trombone tenore, Arezio la tromba a pistone mentre Achille il corno di segnale a pistone tenore. Amalia, in questo fertile contesto familiare e sociale, sembra che suonasse anche lei la tromba.
La famiglia Gasparrini era all’epoca una delle più importanti di Monte Santo e il loro grande Palazzo si trovava in Corso Vittorio Emanuele II, possedevano molti terreni ed anche un frantoio. Luigi Gasparrini, fratello di Amalia, è stato un pubblico amministratore di Potenza Picena, ed anche Sindaco nel periodo dal 28 Dicembre 1866 al mese di Luglio 1867. Anche i fratelli Arezio e Achille sono stati amministratori comunali, ambedue assessori.
Amalia Gasparrini il 1 Settembre del 1847 si sposa con Ernesto Spagnolini di Monte Urano nella Chiesa della Collegiata di S. Stefano di Monte Santo, e per amore si trasferirà nella città del fermano, e dal loro matrimonio nasceranno Ermenegildo, Francesco, Ludovico e Guido.
Amalia Gasparrini Spagnolini fonda la banda cittadina
Nella nuova città di adozione Amalia continua a coltivare la sua passione per la musica, insegnandola ai propri figli e ai ragazzi di Monte Urano. Grazie al suo impegno, nel 1877 il Consiglio Comunale di Monte Urano decide di fondare la Banda Cittadina. Tra gli assessori che hanno preso questa decisione c’era anche il marito di Amalia, Ernesto Spagnolini. Uno dei primi componenti la Banda è stato anche il primogenito di Amalia, Ermenegildo, mentre la direzione del sodalizio è stata affidata al maestro Luigi Ciferri.
Amalia Gasparrini Spagnolini muore a Monte Urano il 23/9/1881.
La Banda Cittadina di Monte Urano: quasi 150 anni di storia
Nel 2002 Paolo Malaigia ha scritto un libro sulla storia della Banda Cittadina di Monte Urano “Una Banda un Paese, storia del premiato Corpo Bandistico Città di Monte Urano”, facendo ricerche d’archivio anche a Potenza Picena e mettendo in risalto il ruolo fondamentale svolto da Amalia Gasparrini Spagnolini, considerata a tutti gli effetti la fondatrice del complesso bandistico della città calzaturiera.
Nei suoi quasi 150 anni di vita, il Corpo Bandistico si è distinto tra i migliori complessi a livello nazionale.
Riferimenti: https://isantesi.wordpress.com/2012/08/10/amalia-gasparrini-spagnolini/
Paolo Malaigia
Paolo Malaigia è stato anche autore del libro “Monte Urano – I luoghi della gente” edito Andrea Livi Editore dove scrive:
“C’era una volta, non molti anni fa, una casa che noi bambini chiamavamo “La cavalla”. Era una vecchia casa di contadini che, situata nei pressi di Via Borgo Nuovo, ai margini del centro abitato, venne da questo lentamente circondata man mano che le moderne costruzioni strappavano nuovi spazi alla campagna.
Autunno 1995: nella silenziosa nebbia del mattino, una ruspa ignara con colpi decisi e insensibili abbatte la vecchia casa: non serve più! Moriva un mondo.
Non c’è più la quercia ombrosa né la strada polverosa che conduceva alla verde collina nei pressi di “San Giovanni” per le festose scampagnate del Primo Maggio; alle fonti le donne non si assiepano più con i loro cesti di panni da lavare o con le grandi brocche da colmare; il cenciaiuolo ha riposto il logoro sacco rattoppato e le vecchie “cantine” hanno serrato l’entrata. Nella campagna non sfilano più i contadini che si apprestano all’allegra mietitura né, sulla piazza in festa, i variopinti carri colmi del grano raccolto in cove. La piccola panchetta in legno, affacciata sulla grande piazza, non accoglie più gli “stanchi” né i passanti occasionali delle tranquille serate estive e, sulla soglia di casa, il fedele “Buck” non aspetta più.
Ora sono passati molti anni e Monte Urano sa che, a volte, rolex replica i sipari si chiudono per sempre, ma conosce anche l’importanza di quel sottile filo che unisce il suo passato al suo presente.
Fa piacere poter tornare ogni tanto a casa; fa piacere sfogliare come un sogno la memoria per tornare al principio della strada.”

